Come ti riciclo i rifiuti? Premiata la nostra città

Per l’assessore Testi è merito di una comunità virtuosa

Recentemente è stato assegnato a Correggio un premio per l’efficienza nella gestione dei rifiuti. Abbiamo chiesto all’assessore ai lavori pubblici, urbanistica ed ambiente, Fabio Testi, di spiegarci le ragioni dietro al riconoscimento; abbiamo inoltre colto l’occasione per farci raccontare anche altri aspetti inerenti alla raccolta dei rifiuti. Ci interessava soprattutto “il dopo”, cioè le modalità di smaltimento e di riciclo dei rifiuti una volta conferiti all’isola ecologica. «Il 2 dicembre scorso il Comune è stato premiato nell’ambito dell’iniziativa “Comuni Ricicloni”, promossa da Legambiente: fra i Comuni con percentuale di raccolta differenziata nella fascia di popolazione superiore ai 25.000 abitanti, Correggio ha raggiunto la percentuale dell’86,3%, la più alta in Regione assieme al Comune di Castelfranco Emilia», spiega Testi. Correggio si colloca quindi tra quei 157 Comuni che hanno ampiamente raggiunto e superato l’obiettivo fissato dal Piano Regionale Rifiuti della Regione Emilia-Romagna, che prevedeva il raggiungimento della percentuale del 73% di raccolta differenziata al 2020. Dai dati di Legambiente tuttavia emerge anche che nella nostra Regione vi sono 106 Comuni che purtroppo non arrivano ancora al 60% di raccolta differenziata.

«È un riconoscimento all’impegno quotidiano dei cittadini che hanno dovuto cambiare abitudini consolidate, ma anche è una conferma della correttezza delle scelte fatte dalle giunte. Già nel 2014 Correggio si attestava al 70,8% di differenziata. Il sistema di raccolta è stato ulteriormente sviluppato, prima nel 2016 con l’estensione del “porta a porta” a tutto il territorio e poi con l’introduzione della tariffazione puntuale dal 1° luglio 2019, incrementando di oltre quindici punti percentuali il proprio risultato. Sono stati due passaggi non semplici, intrapresi poiché convinti che questo modello rappresentasse la modalità migliore per raggiungere gli sfidanti obiettivi del piano regionale. Ricordo i comprensibili timori e le perplessità di molti cittadini nelle numerose assemblee pubbliche fatte per presentare i cambiamenti: questi hanno portato a risultati estremamente positivi. Il dato a mio avviso più rilevante è sicuramente il quantitativo pro capite di rifiuti indifferenziati, che è passato dai circa 250 kg del 2016 ai 107 del 2020. In cinque anni, grazie all’impegno dei cittadini, abbiamo così evitato il conferimento al termovalorizzatore di una quantità di rifiuti indifferenziati pari a 12.500 tonnellate, equivalente al volume di un edificio grande come un campo da calcio e alto sei piani, materia che è entrata nel sistema virtuoso dell’economia circolare attraverso i consorzi che si occupano del recupero del rifiuto differenziato».

La raccolta differenziata ha un valore enorme proprio perché permette di recuperare materia, sprecare meno risorse evitando consumo di materie prime che comporterebbero costi economici e ambientali nettamente superiori. Sappiamo tutti che è più faticoso differenziare ma è un gesto di civiltà e di rispetto per l’ambiente, per il pianeta e per le future generazioni. Questi numeri ci devono insegnare che il nostro comportamento quotidiano incide sull’ambiente e quindi sul problema del surriscaldamento globale, l’emergenza climatica che occorre contrastare a tutti i livelli. Tutti i rifiuti differenziati, sia conferiti nelle batterie di cassonetti e campane stradali sia direttamente al centro di raccolta, vengono inviati alle aziende specializzate nel trattamento e recupero facenti parte dei diversi enti afferenti al CONAI, il consorzio nazionale imballaggi: questo soggetto senza fini di lucro, a cui aderiscono circa 760.000 imprese produttrici e utilizzatrici di imballaggi, ha stimato che grazie alla differenziata e all’economia circolare si è avuto, a livello nazionale per il 2020, un beneficio economico superiore a 1.200 milioni di euro e ambientale di quasi 4 milioni e 400 mila tonnellate di CO2 non immessa in atmosfera.

 

Come vengono gestiti questi rifiuti dopo la raccolta? «Per la plastica, ad esempio, vi è una fase di stoccaggio e compattazione in modo da preparare il trasferimento presso i centri di selezione dove appositi macchinari, sfruttando la selezione meccanica e ottica, vanno a dividere i rifiuti per tipologia di polimeri (PE, PVC, PET, PS), per colore e per dimensione; poi compattarti e stoccarti in “balle” di materiale omogeneo, riutilizzato come materia prima seconda per la realizzazione di nuovi prodotti. Per perseguire l’obiettivo della riduzione dei rifiuti, plastica in primis, l’Amministrazione ha anche distribuito a tutti gli studenti una borraccia e installato in tutti gli edifici scolastici e pubblici delle apposite fontanelle per l’erogazione di acqua potabile e controllata. Tutti i rifiuti differenziati vengono valorizzati da aziende che si sono specializzate in questo business», continua Testi.

Poi c’è il tema della cooperazione fra territori limitrofi. I Comuni di Correggio e San Martino in Rio hanno in essere una convenzione che consente a tutti i cittadini di conferire i rifiuti differenziati nei due centri di raccolta, quello di via Pio La Torre a Correggio e quello in via Lemizzone a San Martino. Tutto il materiale differenziato, anche gli sfalci e le potature, concorre a definire i parametri di raccolta differenziata e soprattutto viene ri-immesso nel mercato dell’economia circolare, con un beneficio che si ripercuote positivamente sulla Tari di cittadini e imprese. In ogni caso un’azienda di giardinaggio che non ha sede nel nostro Comune ed interviene presso una proprietà di un cittadino correggese ha i titoli per conferire presso il nostro CDR. «Credo che la condivisione dei servizi su scala sovracomunale, se fatta in modo efficiente, sia un vantaggio per il cittadino e per l’Ente. Negli ultimi anni la normativa sui rifiuti ha avuto notevoli cambiamenti, voluti giustamente dall’Europa per premiare i virtuosi e penalizzare chi produce più rifiuti. La tariffa puntuale va in questa direzione; abbiamo visto che circa il 70% dei cittadini e delle attività riescono a rimanere nel numero degli svuotamenti minimi previsti mentre il restante 30% paga una maggiorazione che prima veniva addebitato anche a chi era più operoso. Credo che si sia imboccata la strada corretta e che i cittadini abbiamo compreso l’importanza di questo “sacrificio” quotidiano nel differenziare il rifiuto», conclude l’assessore.

 

Ecco le modalità di smistamento dei vari materiali, forniteci da Iren:

 

RIFIUTI ORGANICI

  1. Raccolta
  2. Apertura dei sacchetti e vaglio per eliminare la parte inerte
  3. Azione del digestore anerobico (escono acqua e percolato). Il gas che ne deriva è biogas, con il quale si produce energia elettrica
  4. La parte che resta viene mescolata alla frazione verde del giroverde
  5. Biocelle, vasche di cemento armato in cui viene accelerato il compostaggio tenendo controllata la temperatura e insufflando aria (fase aerobica).
  6. Compost (ce ne sono di diverso tipo; quello più fine viene rivenduto per i vasi, quello più grosso per i campi)

 

CARTA

  1. Raccolta su strada
  2. Trasporto
  3. Compattazione
  4. Trasporto in cartiera
  5. La carta viene bagnata con acqua calda e trattata chimicamente. Viene poi sminuzzata e riscaldata, così da poterla suddividere in fibre di cellulosa simile alla materia vergine di partenza. Vengono rimossi residui di colla e di plastica; questi sono molto diffusi nella pasta di cellulosa e derivano dalla carta plastificata. Una volta rimosso l’inchiostro, la carta può subire un processo di sbiancamento per poi essere trasformata in nuova carta.
  6. La carta è pronta al riciclo. Quando non è di elevata qualità, finisce per diventare carta o cartone da imballaggio. Ancora, dalla carta riciclata si possono ottenere fibre di cellulosa da impiegare nella bio edilizia.

 

PLASTICA

  1. Raccolta differenziata
  2. Stoccaggio e compattazione
  3. Trasferimento presso i centri di selezione
  4. Lacerazione di eventuali sacchetti contenitori
  5. Selezione meccanica e ottica
  6. Compattazione e stoccaggio di balle date da materiale plastico omogeneo
  7. Riutilizzo della plastica come materia prima seconda

 

VETRO

  1. Raccolta dalle campane
  2. Trasporto
  3. Selezione, pulizia da impurità, sbriciolamento
  4. Trasporto nell’impianto di produzione (vetreria) dove viene fuso per colore e diventa un nuovo contenitore
  5. L’imballaggio di vetro viene comprato dai consumatori, che danno nuovamente inizio al ciclo di recupero. Dalla raccolta del vetro non si ottiene solo altro vetro. I mercati secondari della raccolta del vetro possono portare alla produzione di: prodotti isolanti per la bioedilizia, sanitari in vetroceramica, mattoni in vetroceramica e vetro, erba sintetica, sabbia per campi da golf, tavoli da cucina, sistemi di filtrazione dell’acqua, vetro come materiale abrasivo o come aggregato di materiali da costruzione

 

BARATTOLAME

  1. Ritiro dai cassonetti e raccolta
  2. Trasporto
  3. Separazione dei diversi metalli
  4. Pulizia per separare il metallo dalla parte organica attraverso il calore tramite pirolisi, un processo di decomposizione termochimica di materiali organici mediante calore e in completa assenza di un agente ossidante (normalmente ossigeno) che porta alla sintesi di prodotti (solidi, liquidi o gassosi) combustibili
  5. Altoforno per fondere il metallo
  6. Riuso

Condividi:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su print
Condividi su email

Leggi anche

Newsletter

Torna su