Ci ha lasciati un amico speciale

Gianni Zagni, imprenditore e collezionista di grande talento

Il 24 marzo scorso, ci ha lasciati GiovanniGianniZagni, amico e sostenitore di Primo Piano che abbiamo ospitato sulle nostra pagine in diverse occasioni. Ricordiamo, in particolare, la bella intervista come Presidente del Museo dell’Automobile di San Martino in Rio, di cui fu presidente per quasi vent’anni. Correggese, dopo la sua prima esperienza in Corghi, Zagni fonda la CGM, azienda leader nella trasformazione delle materie plastiche.

Grande appassionato di auto d’epoca, fu il fautore della rinascita del Museo dell’Automobile di San Martino in Rio nella sua età più buia, giungendo a San Martino intorno alla metà degli anni ’70. Forte di quello spirito imprenditoriale e quella lungimiranza che lo hanno reso celebre, insieme a William Tirelli comprò la parte vecchia del capannone dove ancora oggi è ospitato il museo, creando una formula nuova ed insolita per i tempi (ed ancora ai nostri giorni): la società Museo dell’Automobile s.r.l, con tutti gli appassionati ancora riuniti attorno alle ceneri del museo. Da quel momento partì l’operazione di recupero di una parte delle automobili, il miglioramento del fabbricato, poi l’espansione ed infine la costruzione della seconda parte del Museo. All’interno di quest’ultimo spiccano alcune delle sue vetture, pezzi di straordinaria bellezza e valore culturale come la NSU Ardita e l’Aquila Italiana della cui casa costruttrice, ad oggi nel mondo, esistono solo due pezzi unici: il primo, il 6 cilindri, è al Mauto di Torino, l’altro pezzo è al Museo dell’Automobile di San Martino ed è di proprietà di Zagni.

Fu un grande collezionista non solo di automobili ma anche di radio, la cui collezione è stato possibile apprezzare in più di un’esposizione sia a Correggio che a San Martino. Proprio lì, nella Rocca Estense, in occasione della sua ultima esposizione, fu presente come madrina Elettra Marconi, figlia del celebre Guglielmo. La collezione, numerosissima, vanta pezzi unici ed estremamente rari, oltre ad apparecchi di altissima qualità, ponendosi come racconto cronologico ed evolutivo dell’apparecchio radiofonico. La mission di Zagni fu sempre quella di condividere le sue conoscenze col pubblico ed in particolare coi giovani, nei quali riversava grandi speranze. Credeva nel potere e nell’importanza della cultura scientifica e tecnica, nella ricerca e nella sperimentazione. Una fede che ha permesso il successo della CGM, cui ha infuso il suo estro creativo. Proiettato nel futuro ma sempre con uno sguardo ancorato al passato ed all’esperienza che da esso deriva. Oggi il Museo dell’Automobile e le comunità di appartenenza di Gianni, Correggio e San Martino in Rio, perdono un uomo talentuoso, generoso e visionario. La sua autorevole presenza, sempre garbata e cordiale, mancherà a tutti moltissimo.

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