Certe foto e una vita da Luciano

In mostra le immagini di Jarno Iotti per Ligabue

Incontro Jarno in una bella serata quasi primaverile, al Caffè del Teatro. Jarno Iotti, classe 1973, di San Martino in Rio, ha fatto parte per oltre vent’anni del gruppo più ristretto di collaboratori di Luciano Ligabue, con funzioni di “factotum”. Ben presto, Jarno si è dimostrato molto bravo anche dietro all’obiettivo della macchina fotografica. Ritrae Luciano in momenti privati, dai quali emergono lati per lo più inediti e nascosti del cantante. Come scrive il Liga, infatti, Jarno ha il “raro dono di saper scomparire dietro l’obiettivo”. L’occasione per questa chiacchierata è la mostra fotografica che sarà inaugurata il 28 aprile a Correggio, nelle sale espositive presso Palazzo dei Principi. La mostra resterà aperta fino al 26 maggio e sarà inserita nel circuito Off del Festival Fotografia Europea di Reggio Emilia. Saranno esposti settanta scatti su Luciano Ligabue, insieme ad altre sorprese, in esclusiva per Correggio. Ne approfitto per rivolgere a Jarno alcune domande su questo importante evento e sulla collaborazione con Luciano.

Partiamo dalla fine: da dove nasce questa mostra?
«È nata quasi per caso. Quando ho iniziato a lavorare per Luciano, nel 1999, non avevo mai scattato fotografie, se non per passione personale. Poi la passione si è fatta strada ed è diventata un mestiere. La prima foto “mirata” l’ho scattata nel 2001, a Rimini, sul set di “Da zero a dieci”, con una Olympus compatta. Quella foto per me rappresenta l’inizio di tutto. Sarà esposta nella mostra, insieme alla macchina fotografica originale, che sono riuscito a recuperare e che sarà messa in una teca.»

Perché, secondo te, Luciano ti ha scelto per lavorare nel suo staff?
«Credo che in me abbia visto soprattutto il lato umano. Quando mi ha scelto, non avevo una formazione specifica per lavorare in questo settore. Ero solo un ragazzo delle nostre parti, appassionato di musica rock e con un amore viscerale per le sue canzoni. Il suo primo album, “Ligabue”, del 1990, mi aveva sconvolto letteralmente la vita. Quell’estate non mi ero perso neanche un suo concerto.»

Quando inizia la tua collaborazione con lui?
«La collaborazione vera e propria è cominciata nel 1999. Avevo passato gran parte dell’estate del ’98 a Correggio, con i miei amici sammartinesi. Venivamo per la compagnia di ragazze che frequentava il Minibar, fra le quali c’era la mia futura compagna. Tra loro c’era anche Nicoletta, che allora era la fidanzata di Marco Ligabue. Era l’estate di “Radiofreccia” e diverse volte ci eravamo trovati a scambiare quattro chiacchiere con gli attori del film. Qualche mese dopo, il successo di Luciano stava raggiungendo livelli altissimi. Nello staff c’era bisogno di una nuova figura e pensarono a me. Per me fu un vero onore, ovviamente.»

Ricordi come lo hai conosciuto?
«L’ho conosciuto il giorno del colloquio, che non dimenticherò mai. Lui stava finendo il missaggio di “Miss Mondo”, nel suo studio di registrazione di Correggio. Si staccò dalla sessione di registrazione, mi venne incontro e si mise a sedere di fronte a me, con le mani appoggiate sullo schienale della sedia. Non ricordo nulla di quello che ci siamo detti, perché ero davvero troppo emozionato. Ricordo, però, le parole rassicuranti con cui mi salutò: “Non ti preoccupare, Jarno. Vedrai che andrà benissimo!”. Il giorno dopo mi licenziai dal mestiere che stavo facendo, di operaio, e mi buttai a capofitto nella nuova esperienza: un sogno che diventava realtà

Qual è il filo che lega le foto in mostra?
«La mostra racconta più di vent’anni passati insieme a Luciano, in giro per l’Italia, sui set dei film, a promuovere album e per i concerti. L’idea della mostra nasce nel 2022, dopo che, in piena epoca Covid, avevo deciso di lasciare il lavoro con Luciano e di intraprendere una carriera da freelance. Proprio in quell’anno mi arriva la proposta di un amico, di Sestri Levante, di allestire la mostra nelle sale del Municipio. Subito ero titubante, poi ho pensato che questa richiesta fosse un segno del destino. Ho deciso di assecondarla, inaugurando la mostra nel 2023, quando avrei compiuto cinquant’anni.»

Come è avvenuta la scelta delle foto in mostra?
«La scelta per me è stata chiara fin dall’inizio: avrei esposto solo fotografie di Luciano, escludendo musicisti e altri collaboratori. La mostra doveva documentare, infatti, il mio rapporto con lui e la sua figura, in un modo autentico, quasi intimo. Ho visionato ogni singola foto che avevo scattato fino a quel momento. Erano più di centomila, 101.970 per l’esattezza. L’intenzione iniziale era di selezionarne cinquanta, come i miei anni, ma sarebbero state troppo poche. Così sono passato a settanta, che è un numero caro a Luciano, come sanno bene tutti i suoi fan. A queste si è aggiunta la prima foto “ufficiale”, scattata a Rimini. Prima di procedere, ovviamente, ho mandato le bozze a Luciano, per avere il suo parere. Lui, come sempre, non ha tardato a rispondermi e mi ha dato l’ok. Non solo, dopo qualche giorno mi ha mandato un suo testo di commento, che poi è diventato l’introduzione alla mostra. Leggendolo, mi sono reso conto ancora una volta della grande sensibilità di Luciano e della sua capacità di esprimere, in poche righe, l’essenza dei miei scatti, che è anche l’essenza del nostro rapporto. Non ho potuto evitare di commuovermi

Dobbiamo aspettarci qualcosa di speciale per l’esposizione di Correggio?
«Dopo Sestri, la mostra è passata a Roma, per approdare finalmente a Correggio. Dato che si tratta della città di Luciano, abbiamo pensato di organizzare qualcosa di speciale. Chi verrà potrà godere di vere e proprie “chicche”: abiti di scena usati nei concerti, alcune sue chitarre, una foto inedita di Luciano davanti al portone di via Santa Maria dove è nato. Ci sarà anche una gigantografia con cinquecento ritratti di fan, che ho ricostituito sotto forma di collage. Ovviamente, non si escludono partecipazioni speciali in occasione dell’inaugurazione, ma su questo non posso anticipare niente.»

Che cosa si “porteranno a casa” i visitatori della mostra?
«Il senso della mostra è sintetizzato molto bene nelle parole che Luciano ha usato per descriverla. Ho avuto la fortuna di trascorrere molto tempo con lui e il nostro rapporto si è fatto sempre più stretto. Per questo, tante volte ho potuto cogliere Luciano nei momenti più intimi, nei quali solo poche persone – i suoi familiari e gli amici più stretti – hanno l’opportunità di vederlo. Ecco, credo che queste foto rappresentino un’anima più segreta e nascosta di Luciano, che lui “inconsapevolmente” mi ha permesso di ritrarre e, ora, di condividere con chi vorrà visitare la mostra o acquistare il catalogo.»

Parlaci un po’ meglio del catalogo.
«Ho voluto strutturarlo sotto forma di raccolta di cartoline. Ogni foto è accompagnata dall’indicazione della data e del luogo, così come nella mostra. In più, per diciotto cartoline ho deciso di scrivere un aneddoto, che va ad arricchire il materiale. Per la mostra di Correggio, oltre a quanto anticipato prima, si sta pensando di organizzare delle visite guidate. Non solo all’esposizione, ma anche ai luoghi cari a Luciano, come la Cà di Pom, sede del Fan Club.»
Saluto Jarno e lo ringrazio per questa bella chiacchierata. Abbiamo ripercorso oltre vent’anni di vita e di esperienze, a contatto con una delle figure che maggiormente hanno incarnato, e continuano a incarnare, lo spirito rock di questa nostra terra.

 

La mostra: Jarno Jotti All Areas – Luciano Ligabue. Viaggio fotografico.

Sarà inaugurata domenica 28 aprile e proseguirà fino a domenica 26 maggio. Orari di apertura:  sabato 15.30-18.30; domenica 10-12 e 15.30-18.30; feriali su prenotazione. La mostra fa parte del Circuito Off del Festival Fotografia Europea di Reggio Emilia. Il catalogo della mostra contiene le settantuno foto della mostra in formato cartolina, più una cartolina speciale con il poster della mostra e l’introduzione scritta da Luciano. Sul retro di ogni cartolina, il luogo e la data dello scatto, insieme a diciotto aneddoti.
Il catalogo sarà in vendita a un prezzo di 39,90 euro.

Le fotografie presenti sono state scattate da Jarno Iotti e faranno parte della mostra.

Condividi:

Leggi anche

Newsletter

Torna in alto