C’è un maestro in azienda

C’è un maestro in azienda

Marco Malagoli, dipendente di AZETA, è maestro del lavoro

Se da tempo lontano il primo maggio è la festa dedicata a tutti i lavoratori, il 1° maggio 2016 per un lavoratore correggese è stata festa due volte. Parliamo di Marco Malagoli, che proprio quel giorno, a Bologna ha visto conferirgli dal Ministro Gian Luca Galletti il titolo di Maestro del Lavoro. Un titolo che viene concesso dal Ministero del Lavoro a chi si è distinto per meriti professionali di capacità lavorativa, per un massimo di mille lavoratori dipendenti all’anno.
Il nuovo maestro del lavoro, l’amico Marco, ha 53 anni e da 32 lavora all’AZETA di Zeo Asioli e del figlio Stefano, una azienda metalmeccanica di Fosdondo, con 28 dipendenti, specializzata nella produzione di minuterie di precisione e piccoli componenti meccanici per l’oleodinamica.
Marco Malagoli è responsabile del reparto collaudo, del controllo dei prezzi e del controllo della produzione.

Marco MalagoliAllora signor maestro, come hai accolto la notizia del conferimento di questa onorificenza?
«Mi ha fatto molto piacere. Non ti nascondo di sentirmi orgoglioso per un riconoscimento che non mi aspettavo e neanche sapevo esistesse. La cerimonia nello splendido scenario di Palazzo di Re Enzo a Bologna è stata poi particolarmente suggestiva».
La carriera professionale di Marco non ha conosciuto interruzioni e si è sviluppata tutta nella piccola industria di Fosdondo, dandogli tante soddisfazioni. Marco, con evidente senso di appartenenza, ci racconta che il segreto del successo dell’Azeta, a suo parere, è quello di aver coinvolto le maestranze in un clima di “collaborazione cooperativa” e di aver creduto nella crescita professionale dei propri dipendenti.
L’elevata precisione è una delle altre caratteristiche dell’Azeta.
Dall’attenzione alla sicurezza del lavoro, che ha scongiurato ogni infortunio in 32 anni di attività, alla perfezione dei prodotti che si traduce nell’assenza di scarti, all’ordine e alla pulizia dei capannoni. L’Azeta non è stata del tutto indenne alla crisi. Marco ricorda ancora bene il dramma del 2009, dove improvvisamente gli ordini vennero quasi azzerati a fronte del calo della domanda industriale. Momenti difficili, che l’azienda ha affrontato senza perdersi d’animo. Ha investito ancora.
Ha concluso un accordo con il sindacato ricorrendo alla cassa integrazione e a contratti di solidarietà per non disperdere il patrimonio di conoscenze che i lavoratori detenevano.
Più o meno un anno dopo tutti sono rientrati a tempo pieno e l’attività produttiva nel 2011 ha ripreso gradualmente a marciare.
Secondo Marco l’aver investito le risorse dell’azienda in nuove tecnologie, l’aver puntato tutto sul valore e la precisione dei prodotti ha salvato l’attività.
Anche la concorrenza con la Cina o con altri mercati dell’est, è stata vinta sul terreno della qualità. Una scelta lungimirante, che pare inevitabile per un po’ tutto il nostro sistema produttivo nazionale.

Ma in 32 anni non hai mai pensato di cambiare lavoro?
«No e neanche oggi mi pongo il problema. All’Azeta mi trovo bene. Ho un rapporto positivo sia con i colleghi che con i titolari. Il mio lavoro mi piace ancora. Lavorare in questa piccola industria mi ha permesso di capire e imparare a fare molte cose, mi sento di conoscere bene le diverse fasi legate alla produzione.
Il clima e i rapporti sono molto collaborativi. Credo che in una grande azienda sarebbe diverso. Forse ci potrebbe essere una maggiore specializzazione ma potrebbe venir meno quella responsabilizzazione e quel coinvolgimento che ti spinge a dare il meglio di te stesso».

Com’è cambiato il lavoro da quando sei stato assunto?
«Non c’è dubbio che la robotica e l’informatizzazione abbiamo ridotto la fatica del lavoro. Oltre a diminuire i tempi necessari per realizzare i prodotti industriali. Le conoscenze che ho acquisito negli anni mi permettono poi di essere più consapevole del lavoro che faccio».
Per il futuro, sostiene ancora Marco, non ci sono segnali che spingono al pessimismo. Ci conferma che gli Asioli continuano ad investire e ad assumere anche altri giovani lavoratori che si stanno affiancando a chi è ormai a fine carriera. Una scelta che evidenzia concretamente la volontà di continuare a produrre e a dare lavoro.
Sarà anche perché hanno un maestro in azienda, ma AZETA può allora insegnare qualcosa. Complimenti a Marco Malagoli e buon lavoro a tutti!

MAESTRO DEL LAVORO

stelle al merito del lavoroIl riconoscimento ufficiale della “Stella al merito del lavoro” viene decretata dalla Direzione regionale del lavoro, ufficio territoriale del Ministero, che esamina le segnalazioni inviate dal mondo produttivo e dai sindacati. Il titolo di Maestro del lavoro viene concesso ogni anno in Italia ad un numero massimo di mille lavoratori dipendenti. Cinque i riconoscimento concessi quest’anno a lavoratori della provincia di Reggio Emilia. Tra i requisiti richiesti, quello di aver compiuto 50 anni di età, di aver almeno 25 anni di anzianità lavorativa e di “essersi distinto per particolari meriti di perizia professionale, capacità lavorativa, impegno sui temi della sicurezza del lavoro e della preparazione professionale delle nuove maestranze”.

Guido Pelliciardi

Leggi questo e altri articoli su Primo Piano di Luglio 2016

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