C’è Icaro quaggiù che ci protegge

La realtà della Protezione Civile a Correggio

Tutti noi abbiamo assistito alle immagini del terremoto nelle Marche, oppure ci siamo recati a grandi eventi pubblici che radunano centinaia di persone: in queste occasioni avrete di certo intravisto uomini e donne vestiti in giallo e blu, sono i volontari della Protezione Civile “Icaro”. Abbiamo voluto conoscerli meglio e spiegare il loro lavoro di volontariato, un lavoro tutt’altro che scontato: a questo scopo, abbiamo avvicinato per una chiacchierata Ugo Artioli, volontario dal 2001 e Presidente della nostra zona per l’Associazione; inoltre è membro del direttivo provinciale, nonché coordinatore per le emergenze. Abbiamo chiesto ad Ugo di illustrarci quali sono i ruoli della Protezione Civile, la sua storia nel nostro territorio, il suo modo di lavorare e quali sono le difficoltà che si incontrano nelle emergenze e nella gestione quotidiana delle necessità.
«La nostra associazione nasce a livello locale circa 30 anni fa. Per un lungo periodo nel distretto di Correggio (Unione Comuni Pianura Reggiana) eravamo quasi un centinaio di volontari, ma siccome lo statuto prevede che il volontario debba essere assicurato, oltre che si impegni a garantire una partecipazione costante nel tempo, abbiamo dovuto fare a meno di alcune persone che da anni non partecipavano più all’attività associativa, anche per ridurre i costi di gestione; alla luce di questo ridimensionamento, ora siamo circa una sessantina di effettivi, mentre i pienamente operativi sono trenta. Nel tempo poi abbiamo avuto immancabilmente un’evoluzione, dovuta dalle direttive regionali; naturalmente siamo mutati in base alle richieste, i tempi attuali richiedono sempre più un volontariato dall’elevata competenza, tant’è che ci teniamo sempre aggiornati tramite corsi che ci finanziamo da soli e con il contributo della regione Emilia Romagna. Abbiamo partecipato nel corso degli anni a tutte le emergenze occorse sul territorio italiano, dal terremoto nell’Irpinia a quello de L’Aquila, dell’Emilia e delle Marche per arrivare all’attualità più recente».
Artioli ci spiega poi che ogni attività è erogata in modo differente in base al contesto territoriale in cui si svolge. «Il ruolo della nostra associazione nelle emergenze è diverso in base alla categoria: A per il comunale, B per il provinciale-regionale e C per quello nazionale. Per quel che riguarda la categoria A, veniamo contattati direttamente dal Comune o dalla Polizia Municipale, tramite il referente. Per quel che riguarda le categorie B e C il nostro è un ruolo di supporto alla popolazione, cercando di garantire i servizi principali in un determinato territorio per far sì che le persone abbiano un minimo di vivibilità, nonostante le difficoltà che le hanno colpite: ad esempio, per quel che riguarda un sisma la nostra missione è quella di allestire un campo che garantisca pernottamento e nutrizione degli sfollati, sempre in accordo con le istituzioni in campo. Non abbiamo competenze sanitarie, che vengono derogate ad altri enti come la Croce Rossa. Discorso leggermente diverso per quel che riguarda eventi o manifestazioni, come le feste e le sagre che si svolgono nel periodo estivo: in questi casi il nostro diventa un ruolo impegnativo, ci vengono chieste anche competenze di antincendio, che abbiamo acquisito attraverso i corsi sopracitati; l’associazione investe anche di tasca propria per l’acquisto dei D.P.I. (Dispositivi di Protezione Individuale). Questi fondi sono forniti dalle convenzioni che abbiamo con i Comuni, ma spesso purtroppo non bastano e per questo motivo in parte ci mobilitiamo con l’autofinanziamento, attraverso attività promozionali di raccolta fondi che usiamo per la manutenzione degli strumenti di lavoro».
Abbiamo poi chiesto al Presidente quali sono le tutele che può avere un volontario della Protezione Civile. «Naturalmente un’emergenza non si può prevedere in anticipo, quindi innanzitutto il volontario deve comunicare al suo datore di lavoro di far parte della Protezione Civile, poi in base alla categoria dell’emergenza siamo tutelati dagli articoli 39 e 40 della Costituzione, che garantiscono il conguaglio economico a chi si assenta dal posto di lavoro per motivi assistenziali. Purtroppo è accaduto che il datore di lavoro non abbia dato il permesso a partecipare all’emergenza, ed è lecito da parte sua. Il lavoratore autonomo invece è tutelato in ogni caso, poiché viene rimborsato dallo Stato calcolando l’importo in base alla sua denuncia dei redditi. Ad ogni modo, mi piace sempre sottolineare che i nostri volontari, rispetto a quando ho cominciato io, hanno ora a disposizione più mezzi tecnici, sono più formati e le condizioni del nostro operato sono migliorate notevolmente nel corso degli anni. Abbiamo alcuni volontari formati sul rischio idraulico, alcuni sull’idrogeologico, altri sul rischio sismico e ultimo, ma non meno importante, il rischio chimico, visto che qui a Correggio abbiamo un’importante impresa del settore come la DOW Chemical».

Abbiamo infine chiesto ad Artioli quali siano le ragioni che lo spingono ad essere un volontario attivo da tanti anni. «Avrei tanti aneddoti da raccontare, ma il motivo che ci spinge a questo tipo di volontariato è semplicemente un “Grazie“ da parte delle persone che aiutiamo. Questi concittadini si ritrovano repentinamente in mezzo a dei grossissimi guai, e tante volte tendono a chiudersi in loro stessi; quando si aprono con noi vi garantisco che è molto gratificante. Non dimenticherò mai le persone che dopo il sisma raccoglievano i mattoni della propria casa in rovina e ci dicevano: “Ripartiremo da questi pochi mattoni salvi per ricostruire la nostra casa“. La speranza dà la forza di combattere. Il nostro motto è: l’opera più bella è quella di essere utile al prossimo. Nelle zone dove siamo intervenuti, gli occhi della gente non ti possono che spingere ad aiutarli, e questo è l’unico nostro fine.»

 

CHI È ICARO, ASSOCIAZIONE DI PROTEZIONE CIVILE

Vigilanze antincendio, supporto alle manifestazioni, ausilio per la manutenzione e la sicurezza stradale, interventi nelle zone terremotate: sono queste le voci principali presenti nel bilancio sociale 2017 dell’Associazione di Protezione Civile “Icaro” di Correggio, che descrivono l’attività annuale dei volontari in servizio nei Comuni dell’Unione Pianura Reggiana.

I servizi effettuati nel corso dell’anno sono stati 178, di cui 100 in convenzione con l’Unione. Di questi, 26 sono stati quelli di specifica Protezione Civile (6 per l’Unione), per un totale complessivo di 3.498 ore di servizio.

I volontari di “Icaro” Correggio si sono inoltre distinti per l’attività e il volontariato svolto in occasione di emergenze, portando soccorso a gennaio alle popolazioni colpite dal terremoto in Centro Italia e a settembre a Livorno, per l’alluvione che ha interessato la città toscana. Capitolo a parte merita il servizio prestato in occasione dell’esondazione del fiume Enza a Lentigione, che ha visto i volontari correggesi presenti a Brescello, con mezzi e uomini a disposizione, ininterrottamente dal 12 novembre. Il ringraziamento va dunque ai volontari dell’associazione “Icaro”, per il grande lavoro svolto e per una presenza costante che non solo permette lo svolgersi in sicurezza di numerose manifestazioni, ma che si fa preziosa nell’affiancarsi ai cittadini sia in situazioni di emergenza che nel contributo alle manutenzioni urgenti ma necessarie a rendere vivibili e sicure le nostre città

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