C’è fermento in Centro Storico

Nuovi esercizi ampliano l’offerta commerciale

Per iniziare con lo spirito giusto il 2023, che già dalle prime battute si è dimostrato particolarmente tosto, abbiamo pensato di portare ai nostri lettori una ventata di positività, raccontando alcune belle storie di persone che hanno avuto voglia di dare una svolta alla propria vita, mettendosi in gioco come imprenditori.

Nel corso dell’anno appena conclusosi hanno infatti visto la luce alcune nuove attività in centro storico, sia realtà artigianali che esercizi commerciali, tutte caratteristiche e non convenzionali: hanno suscitato immediatamente la nostra curiosità.

 

Iniziamo con Comunhella “Vintage Market & Beershop”, in Galleria Politeama 5, gestito dal giovane Marco Falavigna.
L’aria vintage si respira da subito: oltre al sottofondo musicale, in negozio si possono trovare vinili e abbigliamento, ma anche oggettistica e pezzi unici come giradischi, lettori VHS e mangianastri, tutti perfettamente funzionanti. Marco nasce come batterista e, nel corso del tempo, ha coltivato la passione per l’oggettistica del passato, muovendosi prima come amatore sui vari portali dedicati, poi maturando la decisione di trasformare questa passione in una vera e propria attività.
«I pezzi che tratto sono difficilmente reperibili su grande scala e per la maggior parte sono fuori produzione: io li rintraccio e li rimetto in funzione.
Parallelamente tratto vinili del periodo anni cinquanta – novanta  e abbigliamento d’epoca, quest’ultimo rigorosamente nuovo e con cartellino.
Mi piace l’idea di dare nuova vita agli oggetti, è il concetto base della mia filosofia e anche delle scelte della mia clientela-tipo: il mio è un business selettivo, rivolto a nostalgici e appassionati, anche se sempre più spesso entrano in negozio anche ragazzi giovanissimi, incuriositi da cosa si ascoltasse negli anni d’oro della musica internazionale.
Poi ho pensato di abbinare a tutto ciò la vendita di birre artigianali, che i clienti possono degustare mentre scelgono un buon disco».

 

La Galleria Politeama ha visto anche l’apertura, ad inizio dicembre 2022, di un’altra attività basata sull’economia circolare: Armadietti di Chiara Davolio.
Dopo il diploma all’Istituto d’Arte, Chiara si è dedicata per tanti anni al sociale con intermezzi creativi, mantenendo sempre un collegamento con il mondo della sartoria, per il quale si è anche occupata di formazione.
La contraddistinguono uno stile sartoriale pulito e senza tempo, che riflette la sua personalità così garbata e discreta, e la costante ricerca di materiali naturali. «Durante il lockdown ho subito un’interruzione forzata di tutte le mie attività; è stato un momento davvero difficile, perché mi sono trovata spaesata e senza nulla da fare. Dopo l’iniziale scoramento ho provato a reagire ed è stato allora che ho rispolverato i miei cartamodelli, con i quali in passato avevo già lavorato, provando a produrre una linea di abbigliamento che fosse solo mia.
Realizzo tutto in proprio e mi piace seguire personalmente ogni singolo capo, dall’ideazione alla confezione, utilizzando solo tessuti naturali di recupero: voglio proporre un prodotto ecosostenibile al 100%».
Per interpretare in pieno la filosofia della circolarità, Chiara ospita in negozio anche prodotti di altri artigiani che abbracciano la sua stessa idea di utilizzo dei materiali, proponendo articoli assolutamente originali che spaziano dall’abbigliamento al tessile, dagli accessori all’oggettistica, in un’ottica di condivisione temporanea degli spazi.

 

Lasciamo l’ambito creativo e diamo uno sguardo ad altre due attività, anch’esse collocate a poca distanza l’una dall’altra, che si occupano di un ambito merceologico che suscita in noi emiliani sempre un grande interesse: l’enogastronomia.

Nell’agosto 2022 ha riaperto i battenti la Pescheria di Via Conciapelli 18, avviata e gestita per anni del compianto Sergio Porcelli e che ora, dopo un periodo di chiusura, Serafina Vitiello ha rilevato e riaperto con l’insegna L’Essenza del Mare.
«Abito a Novellara e già da qualche tempo svolgevo il mio precedente mestiere senza soddisfazione; quando ho avuto occasione di sapere, tramite un collega, che la storica pescheria di Correggio era in cerca di un nuovo gestore, ho fatto un po’ di conti e mi sono lanciata.
Ho sempre amato cucinare e avevo voglia di mettermi in proprio nel settore della gastronomia, per il quale condivido la passione con mio marito, cuoco professionista, che mi supporta nella preparazione delle pietanze; la mia infatti è un’attività a conduzione familiare.
Ho iniziato a rinnovare il locale per renderlo ancora più accogliente, partendo dagli spazi destinati al consumo sul posto: ho ancora tante idee da mettere in pratica, un passo alla volta.
Quando ho aperto non avevo idea della clientela perché non conoscevo la realtà correggese: ora però posso dire che ho avuto un’ottima accoglienza dai clienti fissi della precedente gestione e ne ho acquisiti di nuovi».
Per chi vuole consumare un pranzo di pesce, l’attività resta aperta per l’asporto o il consumo sul posto fino alle 14, domeniche comprese.

 

Last but not least, il 12 novembre in Via Santa Maria ha aperto i battenti Il Brentino Enoteca Bistrot, storico locale reggiano di Viale Olimpia gestito da Giuseppe “Beppe” Battistuzzi e Mauro Borsini, che hanno deciso di trasferire l’attività nella nostra cittadina portando una ventata di savoir vivre.
Al Brentino si fa gastronomia per accompagnare il vino, vero protagonista.
Beppe, l’anima del locale, consiglia i clienti e li intrattiene con garbo e discrezione, mentre Mauro prepara i piatti tipici della cucina emiliana più adatti agli abbinamenti, con la maestria che gli deriva da decenni di esperienza e da una classe unica (oltre che dalla collaborazione con Gino Veronelli, il principale giornalista enogastronomico della seconda metà del Novecento): erbazzone, formaggi, polenta, verdure ripiene, primi piatti e salumi prodotti quasi in esclusiva per il locale. Al Brentino vince la qualità, non il gourmet ad ogni costo, il tutto in un’atmosfera conviviale assolutamente piacevole, quasi “di casa”.
«Siamo rimasti stupiti dell’accoglienza che Correggio ci ha riservato, tanto che ci sembra di essere qui da sempre.
Chi passa e ci conosce si ferma a salutare, c’è sempre l’occasione di scambiare due parole, cosa che invece in città mancava.
Questo è per noi di grande stimolo per la pianificazione dell’attività dei prossimi mesi, è un incentivo per sviluppare nuove idee».
Il Brentino è aperto dalle 12 alle 23.30 ed è chiuso la domenica.

Fa piacere sentire dalla viva voce di chi ha scommesso su Correggio che l’aspettativa non è andata delusa.
Questo sicuramente è uno sprone per chi esercita qui il proprio lavoro con professionalità, ma è anche una soddisfazione per tutti noi che ci impegniamo quotidianamente per rendere la nostra cittadina un posto dove vivere bene.

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