Casa mia, per un futuro sereno

La fondazione dopo di noi s’impegna per la coabitazione di persone disabili

Casa, un luogo in cui tornare ed essere sereni: un concetto semplice, familiare a molti di noi. Eppure quello di casa, soprattutto in prospettiva futura, è un pensiero che preoccupa molto i genitori dei soggetti diversamente abili. Proprio a loro è dedicato il progetto “Casa mia”, che mi viene illustrato da Sergio Calzari, presidente della Fondazione “Dopo di noi”, realtà impegnata appunto nel garantire un futuro sereno ai ragazzi diversamente abili quando i genitori non ci saranno più.

«Tutto è iniziato con l’innovativa Legge regionale del 2016 sul “Dopo di noi”, che prevede contributi specifici per realtà organizzate in cui i ragazzi diversamente abili possono vivere fra loro. La Regione Emilia Romagna ha emanato l’anno scorso un bando, al quale la Fondazione ha partecipato. Con grande orgoglio posso dire che ci sono stati assegnati 120.000 euro». Questi fondi costituiranno la base da cui partire per realizzare questo grande sogno di autonomia (parliamo di un investimento totale di 400.000 €), che comprenderà fra l’altro una sede per la Fondazione stessa.

Al momento, non è stata ancora stata approvata la delibera regionale che ufficializza l’erogazione di questo contributo. In ogni caso la Fondazione ha deciso di iniziare i lavori (e qui il primo indizio di quanto fortemente si creda in “Casa mia”), cercando nel mentre di recuperare la cifra ancora mancante. Il Comune di Correggio ha dimostrato a sua volta di credere nel progetto, garantendo lo spazio fisico sul quale la casa sorgerà (precisamente tra via Ghidoni e via Mandriolo Superiore). Al richiamo hanno poi risposto associazioni e gruppi come Riomania e Trocia Beach, privati e professionisti, che lavorano gratuitamente al progetto.

La Fondazione “Dopo di noi” è nata ormai dieci anni fa, grazie all’impegno di altre realtà come “Anfass” e “Sostegno e zucchero”, che da sempre si occupano di diritti di persone svantaggiate. È un progetto distrettuale, ma i confini territoriali non sono affatto un problema. «Se ci fosse necessità di ospitare una persona proveniente da un altro Comune lo faremmo (e lo facciamo) con piacere», mi spiega Calzari. «Per esempio, da due anni a questa parte abbiamo attivato il servizio a Brescello, in accordo con i comuni della Bassa Reggiana. Ad oggi il progetto “Dopo di noi” segue 18 persone (per la maggior parte correggesi), e la media di età si colloca fra i trenta e i quarant’anni, grazie anche ai progressi della medicina».

«Oggi siamo principalmente impegnati sul “Durante noi”, e le sperimentazioni stanno restituendo dei progressi incredibili: le famiglie e i servizi non avrebbero mai immaginato che nei ragazzi si sarebbero sviluppate abilità simili. Abbiamo iniziato anni fa con i weekend e ora siamo arrivati, con alcuni gruppi, alle settimane complete, trascorse in un appartamento di via Falcone messo a disposizione dalla cooperativa Andria, che può ospitare cinque persone».

Anche “Casa mia” potrà ospitare un gruppo di cinque persone (perché questo richiedeva espressamente il bando regionale): un numero però ripetibile, tant’è che nel progetto completo esistono due strutture speculari, anche se per ora si mira a realizzarne solamente una. Il numero ristretto è dato dal fatto che si vuole mantenere una dimensione familiare, lontana dall’istituzionalizzazione che i genitori temono per i loro figli. Nella casa ciascun ospite avrà la propria stanza, e sarà seguito da un progetto personalizzato.

«Uno dei più bei ricordi, un pensiero che ha dato senso a tutto il percorso, è stato il momento della creazione della Fondazione. All’atto costitutivo mi si sono avvicinati due genitori che mi hanno detto: “Questa notte dormiremo sonni più tranquilli”».

 

Anche tu puoi fare la differenza e contribuire al progetto Casa mia!
Anche una piccola donazione è importante per fare sentire il tuo appoggio!

Coordinate bancarie – IBAN  IT20L0538766320000001826502
Dona il tuo 5×1000 alla Fondazione “Dopo di noi” – C.F.91146750350

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