Carpsan e Cursesch

I Correggesi e i Carpigiani sono divisi solamente da un piccolo torrente, il cavo Tresinaro: sono vicini da un punto di vista geografico mentre hanno un’indole molto differente, che li rende lontani da un punto di vista caratteriale.

Carpi ha una delle piazze più grandi d’Italia, sulla quale prospettano gli edifici delle autorità civili e religiose: Municipio, Teatro, Cattedrale. Sul lato est il Castello dei Pio e sul lato ovest un lunghissimo porticato con cinquantadue arcate che ospita la vita commerciale. I Carpigiani ne vanno molto orgogliosi e per loro la “grandiosità” della piazza conferisce l’identità di una città importante ed è l’emblema di una realtà ricca e all’avanguardia.

La piazza principale di Correggio è una via un po’ più larga, Corso Mazzini, e pur avendo fascino e doppia fila di portici, non ha l’autorevolezza di quella di Carpi. Sembra più pensata per andare che per stare, esalta il carattere concreto, dinamico e poco celebrativo dei Correggesi. I Carpigiani si sono sempre sentiti superiori e traducono questa loro certezza con un modo di dire molto crudo.

 

Chêrp l’è un fiór  / Curès un cagadór.

Carpi è un fiore / Correggio è un cesso.

 

Caratteri differenti

I Carpigiani sono gli “Americani della Bassa”. Esagerati nei modi, nei comportamenti, si compiacciono della loro condizione con manifestazioni esteriori esuberanti. Hanno una particolare soddisfazione nel mostrare la ricchezza conquistata. I Correggesi sono modesti, discreti, riservati. Considerano inopportuna ogni dimostrazione esteriore eccessiva.

 

I carpsan j gh’an un e i fan veder mel

j cursesch i gh’an mel e i fan veder un

I Carpigiani hanno uno e fanno vedere mille / i Correggesi hanno mille e fanno vedere uno.

 

Nei paesi confinanti con Carpi e in modo particolare a Rovereto hanno coniato un modo di dire che esprime con efficacia questo stile particolare dei Carpigiani e questa loro compiacenza all’esibizione.

 

Carpsan fasan

Carpigiani fagiani

 

I Carpigiani sono come i fagiani: uccelli con bei colori evidenti e dal portamento molto sussiegoso. Questi uccelli sono stati introdotti in Europa molti secoli addietro ed, ancora oggi, popolano tranquillamente le nostre terre ed i nostri campi dipingendoli con i colori del loro fantastico piumaggio. Infatti mentre le femmine hanno penne solo marroni, striate e piuttosto ordinarie, i maschi sono dotati di un piumaggio veramente magnifico, caratterizzato principalmente da colori sgargianti e dai riflessi metallizzati. Proprio come molte Mercedes, Volvo, Porsche o BMW, marchi di prestigiose auto, di cui io stesso fui felice vittima. (1)

 

Fuoristrada

Nel periodo in cui si è affermato questo innovativo autoveicolo a Carpi si vendevano fuoristrada come in nessun’altra città italiana. Pare che i dirigenti delle case automobilistiche giapponesi siano venuti in visita a Carpi per rendersi conto di quale strana conformazione fisica avesse il territorio e quale fosse la situazione delle strade. Si aspettavano di trovare montagne, strade sterrate, fiumi da guadare, acquitrini… Si sono resi conto che le macchine non servivano per superare ostacoli fisici ma erano il simbolo che veniva messo in mostra da contadini che avevano scalato montagne da un punto di vista imprenditoriale ed avevano conquistato il benessere, la ricchezza.

 

L’aria di Carpi

A volte con questo loro carattere esuberante tendono ad esagerare, i van dedlà da la riga (vanno oltre i limiti), e rischiano di essere eccessivi. Ne troviamo testimonianza in una lettera del 17 maggio 1521 spedita da Francesco Guicciardini a Niccolò Macchiavelli.

 

L’aria di Carpi non vi faccia diventare bugiardo, perché così è l’influsso suo, non solo in questa età, ma da molti secoli in qua.

 

Rivalità storica

tra Carpi e Correggio

Queste differenze caratteriali tra Correggesi e Carpigiani hanno generato, nel tempo, prese in giro, scherzi, tensioni. Rivalità storiche che si sono stemperate negli ultimi anni.

 

Ferrovia

SI trovano notizie di diatribe tra Correggesi e Carpigiani anche nel manoscritto “Storie di campagna e di paese” di Giulio Taparelli: “L’inaugurazione del tratto ferroviario Reggio-Correggio-Carpi esasperò il campanilismo, esistente da tempo, tra queste due città. Quando il primo convoglio proveniente da Reggio Emilia giunse alla stazione di Carpi, i Correggesi che si erano muniti di soffietti da zolfo, corredati da un aggeggio imitante il raglio dell’asino, iniziarono un concerto che per poco non finì a botte. A loro volta i Carpigiani giunti alla stazione di Correggio lanciarono in aria numerosi palloni per indicare che i correggesi erano solamente degli sbruffoni (palloni gonfiati)”.

 

Liceo

Carpi non disponeva di un Liceo Classico: quando qualche ragazzo voleva intraprendere studi umanistici doveva recarsi a Correggio. Questa condizione veniva vissuta come un piccolo smacco a cui ponevano rimedio con una battuta.

A mand me fiol a Cures

perche al s’curesa

Mando mio figlio a studiare a Correggio perché si corregga (perché scoreggia).

 

Durante la guerra

I Carpigiani si sentivano di primeggiare in ogni ambito: come dimensione, come realtà economica…  Per questo si diceva scherzosamente che ci fossero rimasti molto male quando l’aviazione bombardò prima Correggio, come fosse stato un gesto di lesa maestà, un incomprensibile errore, un atto che non rispettava le gerarchie.

 

Monumenti

Alla fine degli anni ’50 vi furono scorribande notturne di buontemponi che si sono divertiti ad imbrattare i monumenti dei personaggi simbolo delle due città. Pare che i Correggesi abbiano dipinto parti sensibili del cavallo nel monumento di Fanti; mentre i Carpigiani abbiano rubato il pennello ad Antonio Allegri.

 

Anticipano i tempi

Come dicevamo, i Carpigiani sono un po’ gli Americani della Bassa, anticipano i tempi e le tendenze: a Carpi tutto avviene prima. Loro sono ad est di Correggio e quindi anche il sole arriva prima a Carpi.

 

I Carpsân j disen che i Cursèsch quand j vân a Chêrp j gh’ân al sól in d’j’oc. Perché j vân vers al sól.

I Cursèsch j n’polen dir êter ch’l’é véra.

Però alóra, quand i Carpsân j vinen a Curès… j l’ân in dal cul.

I Carpigiani dicono che i Correggesi quando vanno a Carpi / hanno il sole negli occhi. / Perché vanno verso il sole. I Correggesi non possono dir altro che è vero. Però allora, quando i Carpigiani vengono a Correggio ce l’hanno nel culo.

 

500 lire

Si racconta che quando sono uscite le 500 lire, che rappresentavano una assoluta novità sia come taglio che come conformazione… a Carpi avessero già le 600 lire.

 

(1) Mauro D’Orazi _ La Ruscarola ed Cherp _ Edizioni CDL

Testimonianze: Augusta Zaccarelli, Marilena Ghidorsi, Luciano Lusetti, Graziano Vellani.

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