Campovolo: tutta un’altra musica!

Luciano e la nuova Arena: torna la voglia dei concerti dal vivo

Il primo sabato di giugno l’RCF Arena ha aperto i battenti per il concerto di Luciano Ligabue: è stata una festa enorme, un trionfo della musica dal vivo per festeggiare i trent’anni di carriera del rocker correggese. Ripercorrendo i suoi più grandi successi, Luciano ha trascinato tutti in un viaggio di trentadue canzoni iniziato con il suo singolo più recente, Non cambierei questa vita con nessun’altra, e chiuso con una Sogni di R&R acustica, solo lui e chitarra. Nel mezzo, si sono alternate sul palco ben tre band e tanti ospiti, tra cui Francesco De Gregori, Elisa e Loredana Bertè. Le tre ore di show sono passate senza pause né esitazioni e hanno confermato la grandezza, la professionalità e l’incredibile energia di Luciano Ligabue, ma non solo: con questo concerto è stata finalmente aperta al pubblico la nuova arena. L’inaugurazione era stata rimandata per ben due anni: il concerto d’apertura di Ligabue avrebbe dovuto tenersi nel settembre 2020 ma, a causa delle restrizioni imposte per fronteggiare la pandemia, l’attesa è stata ben più lunga del previsto. La pazienza è stata ripagata con un impianto da record: l’RCF Arena è descritta come “l’arena da eventi e concerti più grande d’Europa”, e nei prossimi anni ci si aspetta che band e musicisti da tutto il mondo arriveranno proprio a Reggio Emilia per i loro super concerti.

L’Arena è un vero gioiello: ha una capienza che va dai diecimila ai centomila posti ed è equipaggiata con un sistema audio apposito, studiato per ridurre l’impatto acustico delle zone residenziali circostanti. Non solo: è stata data una pendenza del 5% al terreno dell’arena, per posizionare il palco nella zona bassa in modo che la visibilità sia ottimale anche dalle ultime file del pubblico. Per il concerto di Ligabue, l’arena ha accolto la strabiliante cifra di centotremila partecipanti venuti da tutta Italia. Il sabato successivo, quasi lo stesso numero di persone si sono ritrovate invece per il concerto di “Una, Nessuna, Centomila”, il grandioso evento live con Fiorella Mannoia, Emma, Alessandra Amoroso, Giorgia, Elisa, Gianna Nannini e Laura Pausini. Insomma, una partenza davvero con il botto: abbiamo parlato con alcune persone che hanno assistito ai due concerti e tutte loro hanno confermato i grandi miglioramenti rispetto ai precedenti concerti del Campovolo. L’acustica e la visibilità sono migliori e l’organizzazione rispecchia quella degli eventi più importanti che fino ad ora erano riservati a poche grandi città, come Milano e Firenze. Chiaramente, ci sono stati alcuni aspetti più critici, primo tra tutti quello dei parcheggi e della viabilità: diverse persone si sono lamentate di grossi ingorghi specialmente all’uscita dal primo concerto. È comprensibile, considerando che nel corso di una giornata si siano riversate centomila persone in più in una città, Reggio Emilia, che conta centosettantamila abitanti. Una città nella città, si potrebbe dire.

Nel nostro piccolo, in quanto mensile di Correggio, ci è venuto da pensare a cosa tutto questo rappresenti per la nostra città. Da un lato, per quanto riguarda l’indotto economico legato all’arena; dall’altro lato, per la riscoperta della musica dal vivo, che con Correggio ha sempre avuto un rapporto privilegiato. Il primo discorso è presto detto: si spera che diverse persone, venendo ai grandi concerti della RCF Arena, soggiorneranno nei nostri alberghi e B&B, si fermeranno a mangiare nei ristoranti, facciano tappa a Correggio. Già nel giorno successivo al concerto di Ligabue, diversi turisti si aggiravano per la fiera di San Quirino con bandane e magliette acquistate al concerto, entravano nei bar e nei negozi (perfino Fiorella Mannoia si è fermata a comprare un paio di scarpe!): tutto questo fa ben sperare.

Invece, parlare del significato che la musica dal vivo ha per Correggio non è certo un discorso breve. Quando lo abbiamo chiesto a Gianni Campovecchi, co-titolare del Muzik Station, ha sorriso: le storie da raccontare ci terrebbero svegli tutta la notte. «In quanto a concerti, Correggio è uno dei paesi italiani con la storia più ricca, è secondo soltanto alle grandi città», spiega Campovecchi. «Mi riferisco soprattutto ai vecchi concerti della Festa dell’Unità: erano una vera e propria festa per tutti, e noi eravamo uno dei pochi posti in Italia dove arrivavano artisti del calibro di Bob Dylan e Neil Young». In effetti, a cercare online le locandine di quei tempi, c’è da rimanere a bocca aperta: Jeff Buckley, Patti Smith, David Byrne, Michael Stipe dei R.E.M. sono solo alcuni dei grandissimi nomi che hanno suonato a Correggio in eventi che oggi hanno il sapore del mito. «Più che il concerto in sé», prosegue Campovecchi, «era importante il rapporto che poteva avere il musicista con Correggio stessa. Come Jeff Buckley, che una sera si era presentato al Minibar per bere qualcosa, David Byrne che aveva chiesto una bicicletta per fare un giro nei dintorni, o Willy DeVille che andò nella stalla di un mio amico per vedere le sue mucche».

E poi? Cos’è successo? Le ragioni sono tante, come spiega Campovecchi: «A un certo punto, sono mancate le risorse economiche ed è mancata la voglia di organizzare. Si è aperto anche un mondo di concorrenza di altre città che organizzavano concerti, e oggi purtroppo non è rimasto niente di questo passato». Campovecchi è d’accordo sul fatto che la nuova arena possa rappresentare una ventata d’aria fresca e riavvicinarci al mondo dei concerti. Allo stesso tempo, dalla nostra chiacchierata è emersa anche la speranza che questo ritorno dei grandi eventi musicali possa far ripensare l’importanza della musica dal vivo e far rinascere, anche in paesi come Correggio, la voglia di pensare in grande: l’auspicio, per Campovecchi, è che si aprano nuove possibilità per collaborazioni e sinergie tra i privati e le amministrazioni comunali proprio nel settore della musica dal vivo, che spesso viene visto con timore da parte del privato che intende organizzare eventi a causa della burocrazia e dei costi, sempre in aumento.

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