Campioni con le ali

Campioni con le ali

Campioni con le ali

Nel regno di uno dei più importanti allevatori italiani di pappagallini: Roberto Sabattini

Una coppia di esemplari di Polytelis

Una coppia di esemplari di Polytelis

Lo incontro nel vecchio casello ristrutturato dove alleva i suoi amati pappagallini: Roberto Sabattini è l’anima, oltreché Presidente, della Ornitologica Correggese.
Fondata 58 anni fa, nel 1960, l’Ornitologica ha oggi 288 soci allevatori provenienti da diverse regioni d’Italia, alcuni dei quali Campioni del Mondo di specialità. Anche Sabattini è pluricampione mondiale, vincitore di svariati premi, e Giudice Internazionale di Ondulati e Psittacidi, i meravigliosi pappagallini ornamentali che assistono, numerosissimi, alla nostra conversazione.
Roberto elenca con orgoglio le diverse attività dell’Ornitologica Correggese: «Siamo conosciuti innanzitutto per l’organizzazione della mostra annuale che da un po’ di tempo si svolge nella frazione di Prato, ma che si tiene da ben 45 anni ed è una delle più rinomate d’Italia. Pochi però sanno dell’attività che i nostri soci svolgono a favore della comunità e dell’ambiente correggese. Ad esempio siamo noi che attrezziamo il Parco Urbano con nidi, mangiatoie artificiali e mangime per i volatili di ogni tipo che svernano sul nostro territorio. Possiamo produrre e fornire nidi e mangiatoie anche ai coltivatori, ai proprietari di parchi e giardini che intendono diminuire l’uso di parassitari, aumentando la lotta integrata tramite uccelli o insetti antagonisti. E li forniamo anche a coloro che risiedono fuori dai confini comunali e provinciali». Sabattini ricorda che i ricavati delle offerte o delle attività collaterali vanno a costituire un fondo cassa che solitamente viene poi devoluto ad enti benefici presenti sul territorio.
Ultimamente è stata devoluta una somma al Centro Oncoematologico di Reggio Emilia (CORE). Tornando alle finalità principali della Ornitologica
Correggese
, Sabattini insiste sulle vittorie ottenute: «Ultimamente abbiamo partecipato alla rassegna mondiale di Cesena con ottimi
risultati: 15 nostri soci hanno vinto la categoria di appartenenza o sono saliti sui gradini inferiori del podio con un totale di circa 40 soggetti premiati su 32.280 volatili presenti all’esposizione. Io non ho potuto partecipare con i miei soggetti in quanto ero uno dei giudici della manifestazione per le categorie di mia competenza.
Inoltre durante l’anno partecipiamo a tutte le più importanti mostre in tutta Italia con risultati molto lusinghieri, risultando sempre tra le prime società italiane». Ma se le vittorie nelle gare non possono non inorgoglire, è l’attività di allevatore che rende veramente felice Roberto Sabattini. Negli spazi ricavati all’interno del vecchio casello fa crescere con amore i suoi pappagallini: da bellezza, ondulati inseparabili, polytelis e psephotus.
Possiede, divisi tra queste tipologie, circa 1000 esemplari che vanno dalla nascita hai 3 anni: un allevamento di campioni.
«Ogni fase evolutiva – spiega Sabattini – ha bisogno di specifiche attenzioni quindi l’allevamento è diviso per stanze con temperature e umidità controllate, ricambio aria forzato e altre particolari attenzioni medico-nutrizionali. Ogni gabbia è di dimensioni abbondanti per permettere ai pappagallini di muoversi con comodità, soprattutto quando arriva il periodo dell’accoppiamento e devono viverci a coppie». Viene spontaneo chiedere se non sarebbe meglio, per loro, la libertà. Roberto è convinto che non sarebbe la migliore condizione: «Verrebbero perseguitati da predatori e non riuscirebbero a deporre e a covare le uova, mentre in questo luogo proliferano comodamente. Le coppie sono composte da me su base genetica (eh sì, ho dovuto anche studiare genetica), dal colore alla forma del corpo». Ogni gabbia ha un nido esterno, foderato da ritagli di legno di faggio per l’assoluto comfort dei neonati, che consente di curare la pulizia e l’alimentazione.
I pappagallini nei pri-mi giorni di vita vengono nutriti dalla loro mamma con una poltiglia premasticata detta simillatte; in seguito con grani di miglio, scagliola, avena e girasole nano sminuzzati dalla femmina stessa. Così inizia la selezione per creare i campioni di domani.
Competenza, passione, studio e tante ore (minimo 6 al giorno) hanno trasformato un hobby in un vero e proprio lavoro. Certo i risultati e i riconoscimenti ripagano abbondantemente Roberto di questo impegno.
Lui continua a citare nomi, date, numeri, mangimi, proteine, igienizzanti, tipi di gabbie e gabbiette per il trasporto in sicurezza dei volatili, ma io sono un po’ distratto. Guardo questi uccellini, vedo tanta bellezza, tanti colori, tanta vivacità, tanta organizzazione e non colgo appieno ciò che mi sta raccontando. Ma ho già deciso che questo mondo merita un approfondimento, soprattutto per la parte scientifica: su cosa c’entri la genetica, sulla didattica e sulla divulgazione dei modi di amare, rispettare e coccolare anche in cattività i nostri amici volatili. Ne riparleremo.

Viller Magnanini

Leggi questo e altri articoli su Primo Piano di marzo 2018

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