Calcio, musica, carte: tutto in buona compagnia

La lunga vita di quelli del plously

Ci sono vite, luoghi e storie che devono essere raccontate; quella del Plously è sicuramente una di queste, piena di emozione e anche un po’ casuale, come afferma “il primo Presidente” Guido Caffagni e come scopriremo nel corso del racconto.

Andiamo indietro nel tempo: era un grigio pomeriggio autunnale del 1966 quando un gruppo di amici scese in campo per la prima volta a Pratissolo di Scandiano: una vera squadra, con una muta di maglie ufficiali (avute, ovviamente, in prestito), che diede ufficialmente il calcio di inizio all’avventura del piccolo grande Plously.

«Lo spirito dietro alla nostra nascita era goliardico e ruspante: il nome che decidemmo di adottare, inglesizzando attraverso il suffisso “ly” il dialettale “plous”, lo testimonia» afferma Caffagni.

Il percorso iniziò semplicemente con la squadra di calcio, che cominciò ad affrontare le altre compagnie (Pledly, Circolo Tennis, Stella Rossa e Play Boy Bar). Ci si ritrovava sotto i portici della scrivania al Bar Commercio dei fratelli Giulietto e Franco Bertozzi, per poi arrivare a contendersi con un certo successo, al Bar Pace, la supremazia del calcio amatoriale raggiungendo l’apice nel 1970 con la vittoria nel campionato Amatori UISP. «L’aggregazione e forza delle varie compagnie del Bar Commercio ci permise di passare dal calcistico “Plously F.C.” all’ “Associazione Sportiva Plously”, che vide allargare i propri interessi e di cui ne divenni il primo presidente», ci racconta Guido Caffagni.

Dopo la chiusura del Bar Commercio nel 1974, l’associazione prese in affitto la vecchia stalla della casa colonica nel maneggio Tondelli dal Rag. Guerzoni. In quegli anni, vissuti all’interno di quell’unico locale, nacque l’abitudine di chiamare il circolo “La Stalla”, che divenne di uso comune nel linguaggio informale tra i soci.

Il 1979 fu una data di grossi cambiamenti: attraverso la neonata Plously Srl. venne acquistato il podere in cui furono realizzati il campo di calcio e due campi da tennis sintetici in poliuretano, grazie al fondamentale apporto dei soci Silla Corradini e Mirio Brozzi. Ma non finisce qui: oltre al centro sportivo iniziarono grandi lavori di ristrutturazione dell’immobile, che rimarrà poi una colonna portante del Plously.

Luciano Lazzaretti, altro socio di lungo corso che ha gestito e coordinato il riattamento, spiega come nel tempo si sia “costruita” la bellissima sede del circolo: «c’era bisogno di un intervento totale, questo era un enorme fienile da rimettere completamente a nuovo, sono stati fatti sforzi importanti, lavori certosini e parsimoniosi senza sprecare una lira (che erano poche…) ed è diventato una meraviglia» afferma fiero.

La storia nella storia è quando il destino fece incrociare il Plously e Verther Carretti, storico maestro pittore e artista correggese scomparso pochi mesi fa, conosciutissimo in paese e famoso per la sua bottega in via Santa Maria.

«Nacque tutto per caso nel 1991: chiedemmo a Verther di farci un affresco “gratis” e proprio cosi andarono le cose; da persona splendida qual è sempre stata, trasformò la nostra sede in una galleria d’arte senza volere nulla in cambio», racconta sempre Luciano Lazzaretti. Fu un lavoro che durò diversi mesi, era una cosa talmente grande che quasi si faticava a crederci; oltre al grande affresco che occupa il piano superiore, ci sono diversi punti in cui si può ammirare la mano di Carretti, un piccolo museo da visitare. Mostre e momenti conviviali erano all’ordine del giorno nella “nuova casa” del Plously. Numerose sono le opere di Verther Carretti che sono ricordate: quella che raffigura Correggio sulla copertina del libro del Comandante Diavolo Germano Nicolini, quelle arrivate fino al Vaticano così come tante altre collezioni private.

Negli anni novanta il numero dei soci arrivò a superare il centinaio, molti dei quali contribuirono attivamente alla sua gestione: li si ricorda come Quelli del Plously con un pensiero particolare a quelli che purtroppo non ci sono più.

Per sopraggiunti limiti di età si andò piano piano a rinunciare alle attività sportive, mentre la squadra di calcio continuò togliendosi diverse soddisfazioni con la gestione della tipolitografia FGT di Franchini e Grillenzoni e il mister Viller Magnanini.

Un momento impossibile da dimenticare avvenne nel 2001, quando il “Plously” riuscì a valorizzare ancora di più la propria sede ottenendo una licenza finalizzata alla creazione di un ristorante al piano terra. Tuttora il locale continua ad essere di successo con la gestione affidata al Pachito’s di Lello e Monica.

Nel 2008 cambia il Presidente: Claudio Guerrieri, socio storico dal 1967, subentra alla guida del Plously al posto di Guido Caffagni, che viene nominato in quell’occasione presidente onorario.

«In quel periodo furono organizzate grandi feste, ad esempio quelle Celebrative dei 40, 45 e 50 anni dalla nostra fondazione, grazie al fondamentale contributo di animazione e organizzazione di tanti soci, tra cui non posso tacere l’indimenticabile figura di Franco Boutique Beltrami con il suo sassofono», afferma il Presidente Guerrieri.

Oggi l’attività del Plously è ancora presente! I soci “irriducibili” si ritrovano soprattutto di domenica pomeriggio per una partita a carte con in palio una bottiglia di buon spumante, sotto gli occhi critici di spettatori che non hanno trovato posto al tavolo e che a fatica trattengono indiscreti commenti.

«Siamo tutti coscienti del momento difficile, il Coronavirus ha travolto anche noi e ci pone di fronte all’incognita sul futuro della nostra società per mancanza di ricambio generazionale, ma per adesso non molliamo» conclude Claudio Guerrieri.

Lunga vita al Plously!

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