Buoni riscontri per l’impiego a Correggio

L’agenzia Archimede ci dice la sua

ARCHIMEDE è un’Agenzia per il Lavoro che opera sul mercato da circa 20 anni affiancando quotidianamente migliaia di imprese. Il suo capitale è interamente italiano: Appartiene, infatti, al Gruppo reggiano Coopservice. Si occupa di tutte le tematiche connesse alle risorse umane: somministrazione di lavoro, ricerca e selezione, apprendistato, formazione, tirocini e consulenza su normative specifiche del mondo del lavoro. Negli anni Archimede ha favorito lo sviluppo di opportunità lavorative e formative avviando più di 90.000 contratti di lavoro per persone in cerca di occupazione o di riqualificazione. Ogni mese seleziona circa 4.000 candidati. Opera sull’intero territorio nazionale attraverso sedi provinciali, come quella di Correggio e referenti commerciali dedicati ai grandi clienti. Ne abbiamo approfittato per informarci sull’andamento del mercato del lavoro a Correggio. Ecco cosa hanno risposto alle nostre domande.

 

I dati dell’occupazione reggiana sono incoraggianti, sebbene molte persone vedano ancora i fantasmi della durissima crisi economica. Come valutate le cose qui a Correggio?

«Le previsioni macroeconomiche sulla provincia di Reggio Emilia, analizzate dalla Camera di Commercio, evidenziano un’economia in buono stato di salute anche se in leggero calo. L’occupazione prevede un 2018 caratterizzato da un leggero rallentamento ma sempre con il segno positivo e il tasso di disoccupazione dovrebbe confermarsi al 4,6%.

Il mercato del lavoro correggese segue il trend. Da gennaio di quest’anno i dati sono cresciuti in maniera costante e sono oltre 300 le persone che lavorano con noi in somministrazione tutti i mesi. C’è ottimismo e fiducia anche per la seconda metà dell’anno confermati dalla ripresa dei settori metalmeccanico e plastico».

 

Le Agenzie per il Lavoro (ApL) hanno col tempo sostituito i Centri per l’impiego come primo interlocutore nella ricerca del posto di lavoro. Quali sono i punti di forza delle ApL? Come coniugate il servizio pubblico ai cittadini con le logiche di mercato di un’impresa privata?

«Le Agenzie sono nate per facilitare l’incontro fra domanda e offerta di lavoro. Svolgono un’attività relativamente nuova nel nostro Paese e ci sono ancora miti da sfatare. Per esempio, le ApL non hanno sostituito i Centri per l’impiego, che mantengono un valore importante nelle politiche attive per il lavoro, come ad esempio la profilazione degli utenti e le prime indicazioni di orientamento. Archimede collabora attivamente con loro. In particolare, in Emilia Romagna stiamo lavorando a quattro mani sul progetto “Occupazione”, che garantirà servizi di supporto all’impiego a tante persone ancora in cerca di occupazione. Le ApL offrono servizi per chi cerca occupazione e sono un partner per le imprese e i consulenti del lavoro, perché rispondono con competenza alle loro esigenze e intercettano con tempestività i settori produttivi in crescita e le figure professionali più richieste dal mercato. I servizi erogati ai candidati sono gratuiti, perché sono le aziende a pagare le attività fornite dalle ApL.

Il lavoratore in somministrazione, per espressa previsione di legge, ha gli stessi diritti, le stesse tutele e la stessa retribuzione del lavoratore alle dirette dipendenze dell’azienda in cui opera, oltre a prestazioni aggiuntive come rimborsi e indennità finanziate con risorse private del settore. Per queste ragioni la somministrazione di lavoro è considerata “la flessibilità buona” da tutti: istituzioni, imprese, sindacati».

Avete di recente organizzato un Open day con finalità di inserimento lavorativo nelle aziende: quali indicazioni riuscite a trarre da queste iniziative e com’è stata la risposta della cittadinanza?

«L’organizzazione del recente “Recruiting Day”, cioè di una giornata dedicata a incontrare candidati per le ricerche di personale delle aziende del settore gomma-plastica, risponde alle esigenze di una fetta molto importante del tessuto industriale correggese. La crescita che contraddistingue le imprese del territorio rende necessario l’individuazione di profili specializzati per consolidare i risultati e pensare a fare investimenti. Infatti utilizziamo queste giornate per conoscere i talenti in cerca di occupazione e condividere le opportunità che offre il mercato del lavoro di Correggio. Le persone che decidono di cogliere queste opportunità, si ritrovano inserite in un percorso in cui si sentono coinvolte e seguite.

In autunno abbiamo in programma un nuovo appuntamento, in collaborazione con uno dei nostri più importanti clienti, con l’obiettivo di stimolare l’interesse per queste occasioni professionali. I correggesi sono molto sensibili e il riscontro è molto positivo».

 

Il nuovo esecutivo ha deciso di avviare il processo legislativo riformando proprio il mercato del lavoro, introducendo cambiamenti sostanziali nella regolamentazione dei contratti a termine e del lavoro somministrato: ritenete efficaci queste misure?

«La prima azione del nuovo Governo si è concretizzata nel “Decreto Dignità”. Il provvedimento ha incontrato da subito forti perplessità da parte di tutti i soggetti che operano nel panorama industriale del Paese per l’idea di mercato del lavoro che disegna e per il modo in cui il legislatore è intervenuto. Le Associazioni di categoria hanno fatto notare che le nuove norme si prestano ad un’idea di Azienda con livelli di produzione certi e costanti, in grado quindi di assumere con stabilità e continuità un numero fisso di lavoratori a tempo indeterminato.

Sappiamo tutti che il contesto attuale è diverso, fatto di prodotti e servizi con un ciclo di vita più corto e andamenti produttivi variabili, in cui la flessibilità del lavoro è elemento decisivo per sopravvivere sul mercato interno ed internazionale. Le ApL hanno segnalato che le nuove norme contraddicono gli ultimi 10 anni di costruzione del mercato del lavoro e del sistema di politiche attive a supporto dell’occupazione: per capirci, parliamo della “flexsecurity” – concetto già vivo nel resto dei paesi industrializzati – che sposta la tutela per il lavoratore dal “posto fisso a tutti i costi”, alla “garanzia della ricollocazione” e delle azioni di supporto come la formazione e il sostegno al reddito del lavoratore non occupato. Lo stesso mondo sindacale ha espresso perplessità per l’intervento urgente al “contratto a tempo determinato” subordinato, tutelato e completamente contribuito, a scapito di un giro di vite verso le forme più note di “cattiva occupazione”. Parliamo dei rapporti di lavoro in regime di falsa partita IVA, o gestiti attraverso le collaborazioni e le tante dubbie cooperative spurie: il rischio è che le nuove norme possano aiutare il risorgere di queste forme di occupazione meno garantita».

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