Buchi neri

Dopo aver trattato nei mesi scorsi temi di attualità politico-sociale e sanitaria, questo mese si ritornano ad indagare conoscenze umane con un approccio semi-scientifico.

Alcuni temi ampiamente dibattuti e condivisi nei discorsi quotidiani diventano spesso “scabrosi” quando vengono trattati in forma scritta. Purtroppo vi sono persone che si occupano di cultura popolare che tendono ad edulcorare ogni racconto, operando la censura di molte conoscenze. Non avevano queste reticenze i portatori di cultura. Questa rubrica tratta ogni argomento con scrupolo, leggerezza e… un po’ di ironia: pertanto consiglio a chi non vuole leggere volgari (del volgo) di fermarsi qui. Andando oltre scoprirà mondi sconosciuti e incontrerà argomenti sconvenienti.

 

La Teoria sulla Relatività formulata da Einstein nel 1915 ha permesso negli anni successivi a diversi scienziati di studiare i buchi neri e comprenderne la genesi e la dinamica.

Un buco nero è una parte dell’universo misteriosa, affascinante, non visibile ai nostri occhi, generata da una forza di attrazione così potente a cui nulla sfugge.

Il suo bordo viene definito orizzonte degli eventi.

Questi buchi neri dispersi nel cosmo non sono gli unici esistenti al mondo.

Ve ne sono altri che generano attrazione e al cui contorno si materializzano eventi.

Un’antica filastrocca ci ricorda lo stupore col quale Mingone la prima notte di matrimonio ha scoperto la coesistenza di due buchi neri molto lontani nel suo immaginario, ma molto vicini tra loro fisicamente.

 

Nineta, Nineta a n’ares mai cherdu che atach a la ciceta a gh’fus al bus dal cul.

 

Ninetta, Ninetta / non avrei mai pensato / che vicino alla cicetta / ci fosse il buco del culo.

La cicetta è il luogo del desiderio carico di mistero, di magia… Evoca passione, piacere, desiderio. È un luogo poetico.

Il buco del culo è il luogo dei bisogni corporali, della defecazione…

Evoca rumori e odori sgradevoli. È un luogo cacofonico.

I buchi neri nel cosmo fondano la loro esistenza su potentissimi campi gravitazionali, capaci di risucchiare ogni cosa che si trova in prossimità dell’orizzonte degli eventi. Non lasciano sfuggire la materia e dall’interno non può uscire nulla nemmeno la luce.

I buchi neri umani, da un punto di vista fisico, sono governati da forze contrarie.

Un buco nero è animato da una potente forza attrattiva che si esprime in due direzioni: interna e esterna.

 

Interna:

Dai treinta ai quaranta la tira ch’la se s’cianca.

Dai trenta ai quaranta tira che si strappa.

 

La gh’tireva acsè tant che quand la s’caveva i mudant a s’sintiva i cioch. Le tirava così tanto che quando si toglieva le mutande si sentiva il rumore.

 

Esterna:

A tira de più un pel ed figa che un per ed bo.

Tira di più un pelo di figa che un paio di buoi.

 

L’altro buco nero esplicita la sua funzione attraverso una forza espulsiva.

 

È più pes na merda madura che un sach d’amsura.

È più difficile tenere una merda matura che un sacco di un quintale.

 

A volte si registrano gravi anomalie.

La forza attrattiva non funziona.

 

L’an sa gnan d’averghla.

Non sa nemmeno di averla (è inerme).

 

L’espulsione diventa faticosa e richiede faticose pratiche di accompagnamento umane, erboristiche o farmacologiche.

 

L’a piansu da la fadiga.

Ha pianto per la fatica.

 

Ponendo in rilievo gli aspetti funzionali i due buchi venivano chiamati:

 

Al bus ed la pesa e al bus ed la pusa.

Il buco della piscia e il buco della puzza.

 

Questa vicinanza, nel tempo, ha alimentato strane storie.

Parlando di persone cattive, si usa ancora dire:

 

Quand è nasu lilò

al dutor a l’a tgnu per un bel po’ insema al badil…al saiva mia s’l’era gnu fora dal bus davanti o dal bus dedre… s’l’era un ragasol o un struns.

Quando è nato lui lì il dottore l’ha tenuto per tanto tempo sul badile… non riusciva a comprendere se era uscito dal buco davanti o dal buco dietro…se era un bambino o uno stronzo.

 

Sulla effettiva presenza dei buchi neri nel cosmo si sta sviluppando un ampio dibattito tra gli scienziati. Nel 2002 lo scienziato e astronomo Samir Mathur ha proposto una variante alla teoria dei buchi neri: per questo modello ha proposto il nome “fuzzball” ossia “palla pelosa”.

Questo lascia supporre che, nella sua ricerca, abbia orientato lo sguardo all’intorno e abbia scorto una presenza che è solita sostare in prossimità del buco nero. Lo desidera.

 

Sono anche state ipotizzate, sempre a livello teorico, soluzioni ottenute per incollamento di due soluzioni con singolarità. Questi sono detti “ponti di Einstein-Rosen” o wormholes.

Nella scienza due buchi neri che orbitano molto vicini l’uno all’altro vengono chiamati binary black hole (BBH).

 

Nella cultura popolare si è fatto di più: si è fornita un’identità anche al legame che li unisce coniando un termine che nella scienza e nella lingua italiana non esiste. Tra le tante ne esistono due versioni molto note.

 

Al punt ed Caliga i du di ed cherna ch’a i liga.

Il Ponte di Caliga / le due dita di carne che li lega.

 

Al punt ed Cul’liga i du di ed cherna che cun al cul a la liga.

Il Ponte di Cul’lega / le due dita di carne che al culo la lega.

 

Mentre nella cultura popolare si sono raggiunte assolute certezze sul tema dei buchi neri, apprendiamo da Wikipedia che il dibattito presente in campo scientifico sulle “possibili controverse interpretazioni fisiche di soluzioni di questo tipo hanno acceso la fantasia di numerosi scrittori di fantascienza”.

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