Brindiamo, il Lambrusco piace

Brindiamo, il Lambrusco piace

Brindiamo, il Lambrusco piace

Gianni Catellani, presidente del centro di pigiatura di Riunite & Civ di Correggio dal 1981, ha iniziato a lavorare alla Cantina del Gallo dal 16 agosto 1967. «Era il periodo in cui – racconta – con la fine della mezzadria, si andavano a costituire nuove forme imprenditoriali che videro in questa nuova cooperativa un importante strumento di crescita e di sviluppo per le loro aziende. In quegli anni abbiamo avuto modo di toccare con mano una nuova straordinaria opportunità di mercato: quella dell’imbottigliamento. Andavamo nelle case e nei ristoranti a ritirare bottiglie vuote per poi riconsegnarle piene. Furono esperienze che ci resero consapevoli dell’importanza dell’imbottigliamento che ha fatto si che la cantina del Gallo non esitasse ad entrare totalmente nel gruppo Riunite, nel 1981, divenendone il pilastro fondamentale.

Dal nome attribuito alla Cantina del Gallo i viticoltori correggesi ricavarono di conseguenza gli altri soprannomi per due cantine correggesi di quel periodo: “Galeina” e “Pulcino”. Quella che oggi potrebbe apparire come una voluta classificazione gerarchia deve la sua esistenza semplicemente all’effige del galletto sulla prima cantina storica attiva dal 1952 al 1960. Nel 1960 venne inaugurata la Cantina di Viale Repubblica, oggi “zona piramidi” e nel 1984 l’attuale sede correggese di Via Macero.

Riunite, in principio era il “Gallo”

Il recente Vinitaly ha confermato l’interesse dei consumatori nei confronti del nostro Lambrusco. Un successo internazionale, dovuto soprattutto al grande lavoro operato con caparbietà e passione dal più importante colosso produttivo del comparto che dal 1994 è presieduto dal correggese Corrado Casoli.
Stiamo parlando di Cantine Riunite & Civ, che da sola rappresenta il 40% della produzione totale di Lambrusco.
Una cooperativa che produce 800.000 quintali di uva grazie al sapiente lavoro di 1.700 soci. Il centro di pigiatura di Cantine Riunite & Civ di Correggio, che di fatto nasce dalla storica cantina “del Gallo”, è uno dei satelliti più importanti del gruppo, che a Correggio vinifica oltre il 25% della produzione complessiva di Riunite. La cantina del Gallo, così veniva chiamata la “Cantina Sociale di Fosdondo” fondata nel 1952, in virtù dell’effige che ancora oggi impera sul muro della prima sede storica di via Canolo all’incrocio con via vecchia Canolo, ha sempre avuto un ruolo determinante nell’evoluzione di Riunite. Questo per il fatto che fin dalle sue origini rappresentò uno dei più importanti conferitori fino a confluirne per intero con l’incorporazione del 1981. La cooperativa Cantine Cooperative Riunite della provincia di Reggio Emilia nasce nel febbraio del 1950 come cooperativa di secondo grado, vale a dire cooperativa di cooperative, allo scopo di vinificare e vendere vino in forma strutturata soprattutto per l’emergente mercato dell’imbottigliato.
Le cantine associate originariamente erano nove. «Fino al 1965 – spiega il Presidente Casoli – si è lavorato alla costruzione del gruppo ed al suo consolidamento. Nel 1967 invece è iniziata l’avventura americana, vale a dire l’esportazione del Lambrusco oltre oceano di cui Riunite è stata l’artefice. Con il boom degli anni ’70 aumentava la necessità di prodotto e di controllo della produzione. Questo significa che Riunite aveva necessità di garantirsi il quantitativo sufficiente di vino conferito dalle cantine sociali del territorio in modo programmato.
Nel decennio 1975-1985 si lavorò su questo fronte della pianificazione delle produzioni puntando alla gestione diretta delle uve. In questi anni diverse cantine fecero le proprie scelte tanto che alcune, è il caso del Gallo, confluirono totalmente nel gruppo che arrivò presto a 15 cantine».
Nel 1985 la crisi del mercato americano, che aveva dato così ampie prospettive, sconvolge i progetti del gruppo per causa della concorrenza californiana. Riunite negli anni ‘80 era il più importante gruppo europeo con 150 miliardi di lire di fatturato dei quali per l’80% realizzati sul mercato americano. «A questo punto nascono i problemi della gestione del prodotto che peraltro proseguono fino al 1995 con una storica crisi della viticoltura con conseguenti forti estirpazioni dei vigneti su nostro territorio. Alcune cantine escono dal gruppo ed altre si limitano ad un conferimento parziale».
Un problema che però per Riunite rappresenta la svolta. «Dal 1990 Riunite inizia il periodo della sua riorganizzazione con il miglioramento dell’efficienza produttiva negli stabilimenti enologici e la diversificazione dei mercati. L’esperienza negativa del crollo delle esportazioni in America ci rese consapevoli della rischiosità del modello “un prodotto – un mercato”. Da questo momento Riunite inizia a lavorare con prospettive di lungo periodo che vanno fino al ricambio generazionale delle famiglie dei soci, mantenendo l’obiettivo principale di garantire stabilità di reddito per le aziende viticole».
Il 1999 è l’anno della fusione con il CCSE, un altro consorzio di secondo grado costituito da sei cantine reggiane, e nel 2002 Riunite acquisisce la “Maschio”.
«Due tappe storiche. Con l’incorporazione del CCSE il mondo cooperativo ha dimostrato l’intelligenza di mettersi insieme ottimizzando la gestione dei conferimenti. L’acquisizione di “Cantine Maschio” invece ci ha cambiato la testa perché ci ha insegnato che non c’è mai un prodotto che vince sempre e ci ha obbligato ad imparare ad osservare il mercato del vino con una nuova prospettiva».
L’intuizione giusta al momento giusto ma soprattutto con ampio anticipo rispetto al boom del prosecco visto che il fatturato di Maschio al momento dell’acquisizione era di 17 milioni di euro quando oggi è di 120 milioni.
A dimostrazione che Riunite è stata l’artefice dell’attuale affermazione del Prosecco nel mondo. Successo che traina tutto il settore enologico e di conseguenza anche quello del mercato del Lambrusco.
«Il 2008 è l’anno dell’unificazione con il Civ di Modena che è stato propedeutico alla scalata del GIV (Gruppo Italiano Vini), la più importante azienda italiana di produzione e commercializzazione di vini, una fra le più importanti del mondo, che oggi è una s.p.a con 370 milioni di euro di fatturato di totale proprietà Riunite. Fra le altre tappe importanti non vanno poi dimenticate l’acquisizione di marchi come Cavicchioli e Bolla».
Oggi Riunite ha un fatturato consolidato, fra Riunite e GIV, di 600 milioni di euro, quasi 8 volte quello dei gloriosi anni del mercato americano che peraltro oggi resta ancora un punto di riferimento fondamentale per il gruppo.
«Oggi il mercato delle bollicine, e quindi del Lambrusco, va bene. La qualità della spumantizzazione italiana si va sempre più affermando ed il nostro prodotto sta godendo della sua immediatezza a favore di consumatori giovani che non ricercano vini troppo impegnativi ma di qualità. Il Lambrusco oggi è un vino che risponde a queste esigenze, l’unico vino rosso che si beve freddo e che per questo sembra avere ancora grandi potenzialità. L’approccio del consumatore nei confronti del vino oltretutto sta cambiando tanto che sono tre anni consecutivi che non si registrano più cali dei consumi. Anche questo ci lascia prevedere buone prospettive».

Claudio Corradi

Nei giorni scorsi il Vinitaly 2018, la più importante manifestazione internazionale dedicata al mondo del vino, ha tenuto a battesimo un volume dedicato al Lambrusco.
La viticoltura nelle terre dei Lambruschi è il titolo del libro presentato nella giornata inaugurale della manifestazione e realizzato dal Consorzio per la Tutela e la promozione dei Vini Dop Reggiano e Colli di Scandiano e di Canossa e dal Consorzio per la Tutela del Lambrusco di Modena.
Un manuale che racconta, anche dal punto di vista agronomico, quello che sta dietro ad ogni bicchiere del nostro vino tipico e delle sue naturali bollicine rosse. Trentacinque capitoli, per ognuno dei quali è presente un riassunto in inglese per un utilizzo da parte dei consorzi anche a fini di rappresentanza, per complessive 178 pagine. Il volume è in distribuzione presso i consorzi di tutela dei vini di Reggio e di Modena che con questa edizione rafforzano la loro collaborazione a favore della valorizzazione del territorio e la sostenibilità ambientale oltre che la promozione del Lambrusco. A firmare il volume quattro autori reggiani fra i quali anche il nostro collaboratore Claudio Corradi.

Leggi questo e altri articoli su Primo Piano di Giugno 2018

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