Boun Buono

Nella cultura popolare la parola “buon”, a seconda del contesto e delle situazioni, esprime una miriade di significati differenti. La bontà è una qualità non misurabile che viene applicata come definizione ad una varietà di situazioni oggettive, contingenze, stati d’animo, comportamenti.

Dai vocabolari possiamo trarre alcune definizioni.

La parola “buono” esprime riconoscimento o apprezzamento da un punto di vista morale o sul piano della qualità, dell’idoneità o abilità o del gusto.

È buono chi possiede umanità, sensibilità d’animo, capacità di affetti

 

In dialetto, la casistica e la molteplicità di riferimenti è ancora superiore. Questa condizione indefinita, questa impossibilità di contenere i significati offre grande libertà espressiva e interpretativa. Si presta a giochi di parole, a definizioni ironiche e doppi sensi.

 

Carattere, stato d’animo

Boun. Piacevole, gradevole.

In divertimeint e in bouna cumpagnia al teimp al pasa ch’l’è na meravia. Divertendosi e in buona compagnia il tempo passa che è una meraviglia.

Boun ed cor. Generoso.

Buon cme al pan. Premuroso.

Ed buoni maneri. Gentile.

Cun al bouni o cun al cativi… Con le buone maniere o con cattiveria…

Eser un so a la bouna. Persona semplice, informale.

L’è un so a la bouna cun poca posa sota al nes. È uno dai modi semplici, non altezzoso.

Eser ed boca bouna. Essere uno di poche pretese, di semplici gusti, che si accontenta.

L’è un ed boca bouna, al magna col ch’a gh’è. È uno che si accontenta, mangia quello che c’è.

Fer da boun. Fare sul serio, per davvero.

Lilò al schersa mia, al fa da boun. Lui lì non scherza fa sul serio.

Al dis da burla per dir da boun. Dice per scherzo per dire sul serio.

Un cunt l’è fer al caioun, un’eter l’è esrel da boun!Una cosa è fare il coglione, un’altra è esserlo davvero!

Ster boun. Rimanere calmo, non arrabbiarsi.

Sta boun, fer mia l’imbambi… Stai calmo, non fare lo scemo…

Gnir a la bouna. Venire a miti consigli.

Prema al se sturle, po’ l’è gnu a la bouna. Prima si è scontrato, poi è diventato ragionevole.

Tgnires ed boun. Essere orgoglioso, compiacersi, gongolarsi, darsi delle arie, pavoneggiarsi.

Fer i lavor a la bouna. Lavorare in modo impreciso, alla carlona.

L’è un bota su, al fa i lavor a la bouna, a na quelch manera.

Eser in bouna. Essere ben disposto.

Inco l’è in bouna, a gh’va bein tut. Oggi è in buona, gli va bene tutto.

Mia boun. Con difetti.

Set ste boun da fer te? Di cudghin e di salam… Sai per cosa puoi essere utile tu? Dei cotechini e dei salami…

Chi a n’è boun per al re a n’è boun gnan per la regina! Chi non è buono per il re non lo è nemmeno per la regina! (Modo di dire col quale si mettevano in guardia le ragazze dai riformati al servizio militare perché probabilmente, se non erano stati accettati, nascondevano qualche difetto).

Boun da gnint. Buono a nulla, incapace, inetto.

L’è acsè boun… ch’a n’al tos a man nisun. È così buono… che nessuno lo vuole.

A n’è boun né da punta né da cul. Non è buono né davanti né dietro, persona inetta.

Poch ed boun. Cattivo (carattere).

Al più boun di ros l’a bute so peder in dal pos. Il più buono dei rossi, ha buttato suo padre nel pozzo. L’è un poch ed boun, an gh’è gnint atach. È una persona sgradevole, non ha nessun pregio.

Vi sono alcune espressioni che vengono utilizzate quando la persona di cui si parla non è dotata di particolari qualità, ma utile solamente per compiti ordinari, di contorno, semplici.

Boun da insaleda. Buono per l’insalata. Boun da rader. Buono per essere grattugiato. Boun da freser. Buono da friggere.

 

Qualità oggettive

Boun. Adatto, opportuno.

Tut i dè in boun. Tutti i giorni sono adatti.

Boun. Capace, idoneo, efficiente.

L’è boun ed fer chi lavor le, l’è un capas ed tut. È capace di fare quei lavori lì, è una persona abile.

Boun. Piacevole, gradevole da mangiare.

Boun da mat. Molto gradevole.

Fer boun. Giovare, fare bene alla salute, servire.

Gnir boun. Essere utile.

Anch un trest cavagn al vin boun na volta a l’an. Anche un cesto rovinato può essere utile una volta all’anno.

Averegh dal boun. Avere della riserva.

Ster mia mel che lilò l’armagn mia in buleta al gh’a dal boun. Non preoccuparti che quello lì non rimane senza soldi ha della riserva.

Cater al boun. Trovare scavando il terreno portante, trovare traccia della selvaggina.

L’è andè so fin chla cate al boun. Ha scavato fino a quando ha trovato il terreno portante.

Derla bouna. Approvare, farla passare.

 

In amore

L’è bouna. Donna attraente.

Fra du an… l’è bouna anca subet. Fra due anni… è buona anche subito.

Modo di dire scherzoso normalmente condiviso da attempati signori di fronte ad una ragazza giovane che però è già dotata di attrattive fisiche mature e apprezzabili.

Galeina vecia fa boun brod. Gallina vecchia fa buon brodo.

Espressione usata per valorizzare una signora matura con esperienza, ottimo ingrediente per un

brodo buono… una compagnia piacevole…

 

Espressioni

Boun col lè… Buono quello…

Espressione che connota una persona poco raccomandabile.

Boun bruscoun. Fermati!!!

Conclusione

Socrate individuava la bontà come una qualità necessaria per essere felici.

Non si può essere felici se non si è saggi e buoni e quindi virtuosi.

Dopo questa lunga elencazione di cose buone e poco buone, viene naturale chiedersi: ma cos’è buono? Come facciamo ad individuare cosa c’è di buono, di prezioso in una persona? Cosa ho io di buono? E cosa hai tu di buono?

S’et ste gh’è te ed boun? La to murosa!

Sai cosa hai tu di buono (prezioso)?… La tua ragazza!

A volte le qualità si esprimono al di fuori e al di sopra delle nostre certezze e delle nostre debolezze.

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