Bello “ritrovarsi” con Michela Marzano

La scrittrice protagonista dell’incontro di Primo Piano

Si può essere fragili e diventare forti, se si accetta di compiere un viaggio dentro di sé e di rispecchiarsi negli altri, come compagni di avventura. È quello che abbiamo visto all’incontro con Michela Marzano, ospite di Primo Piano il 4 marzo scorso al Cinepiù per presentare il suo ultimo romanzo “Idda”, davanti a trecento persone e alla presenza del sindaco Ilenia Malavasi.

Michela Marzano infatti, appassionata e travolgente, è la fragilità fatta forza in persona.  È professore ordinario di filosofia morale a Parigi, è autrice di saggi e romanzi, è stata parlamentare durante la scorsa legislatura ed è editorialista impegnata sul tema dei diritti civili, senza mai rinunciare ad esprimere la sua opinione, a volte scomoda e controcorrente: tutto ciò ci fa guardare a lei con una certa soggezione e ammirazione. Nello stesso tempo è anche una donna che ha conosciuto il tunnel della anoressia da cui è uscita, ha attraversato amori infelici anche se ora c’è Jacques, ha sostenuto anni di analisi, ha scannerizzato la propria storia famigliare: e di tutto ciò ha scritto e ha parlato, con grande naturalezza e profondità, con un linguaggio semplice. Tutto questo, oltre ad aumentare la nostra ammirazione, ce la fa sentire vicina e fa sentire noi stessi più simili, più normali nelle quotidiane difficoltà, paure e fragilità, meno soli.

«Chi siamo quando pezzi interi della nostra vita scivolano via?» è la domanda scatenante che ha portato la Marzano a scrivere “Idda”, il suo secondo romanzo, individuando nella letteratura una nuova possibilità di esprimersi rispetto alla forma del saggio o della autobiografia. «In un romanzo – ha detto – si può andare più lontano, grazie alla parola evocativa, perché non tutto è dicibile, razionalizzabile, spiegabile».

Il titolo dell’incontro “Ritrovarsi. L’altro, ovvero la nostra identità” forniva già una chiave di lettura rispetto alla trama: Alessandra, una biologa italiana che taglia i ponti con il proprio passato cercando un’altra vita a Parigi, si trova ad affrontare la demenza senile della suocera Annie e questo la porta a scavare nella propria esistenza e a sciogliere i nodi da cui era fuggita. Il romanzo ha l’andamento appassionante di un giallo nel ricercare il “mistero” che ciascuna delle due protagoniste custodisce e che si trova in un passato da entrambe cancellato per cause differenti. Due storie e due donne allo specchio che saranno una risposta l’una per l’altra.

L’incontro è stato molto intenso e ha permesso, tra letteratura, filosofia e attualità, di toccare temi esistenziali importanti come la memoria, l’amore, le relazioni con gli altri, il tema del limite davanti al quale fermarsi e da accettare: «Non tutte le porte possono essere aperte, non tutte le risposte sono disponibili».

È stata una serata bella, in cui “è successo qualcosa” e tutti, credo, siamo tornati a casa con una iniezione di coraggio. Il pubblico ha seguito in attento silenzio, applaudendo spesso e porgendo alcune domande alla fine. Anche la protagonista è sembrata soddisfatta di questa serata e ha ringraziato tutti, con menzione particolare per Donatella Chiossi che era ad ascoltarla e che ha fatto a tutti il grande regalo di partecipare. Un grazie anche da me e da Marilena Bertani che abbiamo avuto il piacere e l’onore di condurre e presentare la serata.

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