Bar e ristoranti riaprono i battenti

Regna ancora incertezza su regole e sostegni economici

I primi caldi, le prime serate fuori con gli amici, le prime settimane in cui si intravede una luce in fondo al tunnel, Correggio è ripartita e ci sta mettendo tutto il cuore possibile. Sono stati mesi tremendi, che hanno visto sconvolgere la vita di chiunque, qualcuno ha perso i propri cari, altri aspettano ancora il tampone negativo per uscire da questo incubo. Non è ancora finita, ci sono tante regole da rispettare e la normalità è ancora molto lontana, ma questo non intacca la straordinaria capacità delle nostre terre nel riuscire a superare le difficoltà insieme, quella rete e grande comunità di cui facciamo parte.

La partita dei prossimi mesi e del nostro futuro si gioca sopratutto sul senso civico di tutti, non sono le regole più o meno stringenti a farla da padrone ma il buonsenso, ne usciremo se vincerà il buonsenso e faremo attenzione pur con sacrosante libertà. C’è chi ha salvato vite e non finiremo mai (ma proprio mai!) di ringraziare e chi è stato travolto economicamente da uno Tsunami silenzioso, che ha azzerato completamente la convivialità e i rapporti umani, capisaldi delle attività commerciali che oggi provano a rialzare la testa.

Ristoranti, osterie, pizzerie, bar, negozi e tanti ancora ora sono ripartiti con speranza e ottimismo per farci tornare a sorridere e vivere la nostra città insieme.
L’attesa ripartenza delle attività commerciali può essere uno stimolo importante per superare le troppe paure che si sono insediate in noi: un caffè in centro, una cena fuori, sono piccoli segnali concreti per uscire da quel guscio che non sarà mai una corazza sicura. 
Abbiamo fatto visita ad alcuni ristoranti correggesi per capire come vanno le cose: rispetto delle nuove normative e accoglienza ci hanno sorpreso positivamente ovunque. “La Briciola”, famosa pizzeria di Via Leonardo Da Vinci, dopo un mesetto di chiusura ha iniziato nuovamente a sfornare pizze da asporto intorno alla metà di aprile e non si è più fermata.

Ora è aperta e operativa come sempre. All’Osteria “Tre Spade”, in pieno centro storico, hanno cercato di fermarsi il meno possibile: prima con diverse opzioni di menù d’asporto, poi con l’apertura dal 18 maggio in versione estiva, utilizzando anche i portici. L’ “Osteria del Filosso”, di fronte al Palazzo dei Principi, si è fermata durante il lockdown e ha preparato accuratamente la riapertura di Maggio con alcune novità fotografiche e colorate tutte da scoprire. Il San Gregorio ha ricominciato con l’asporto nelle ultime settimane di restrizioni, per poi puntare forte la riapertura utilizzando principalmente la bella e capiente distesa all’aperto che caratterizza il locale. E anche la magica Olimpia, dopo oltre due mesi di stop, è pronta a riabbracciare (virtualmente eh) tutti i correggesi. Riprende il campionato ma non si può andare allo stadio? Non preoccupatevi c’è l’Olimpia Stadium!

“L’estate per capire se ci sono le condizioni per mantenere aperto”. É sempre la stessa considerazione a concludere le nostre conversazioni con i gestori dei bar correggesi. Dal 18 maggio praticamente tutti hanno ripreso a lavorare. Il coraggio di riaprire non è mancato. Ma le condizioni e le prospettive non sono certo rosee e soltanto in autunno, appunto, si potrà capire se i conti permetteranno di proseguire. Ora il nemico principale è ancora l’incertezza, su tre fronti in particolare: la possibilità di utilizzare maggiormente l’esterno del locale, la gestione in sicurezza dell’interno e la possibilità di ottenere aiuti economici e fiscali.

Andrea Trambaiolo del Minibar e Marco Zoccali di Spiriti Allegri esprimono le stesse preoccupazioni. L’area per le distese può essere ampliata e per quanto tempo? La domanda è rivolta soprattutto all’amministrazione comunale. Questa è forse l’esigenza più sentita dai gestori: soltanto con maggiore spazio a disposizione all’esterno si possono almeno in parte compensare le perdite provocate dai distanziamenti dei tavoli all’interno. Anche la possibilità di utilizzare una distesa più ampia nella stagione invernale sarà una variabile importante, infatti il virus potrebbe ripresentarsi con forza negli ultimi mesi dell’anno.

Su come mantenere la massima sicurezza all’interno del locale c’è ancora una forte preoccupazione: le regole ci sono, ma anche se vengono rispettate dai gestori può sempre capitare che i clienti si distraggano o anche inavvertitamente non le osservino. «Dobbiamo sempre fare attenzione ad ogni movimento e una parte di noi – dicono – è quasi esclusivamente impegnata a sorvegliare e a riprendere le persone». Lo stesso può succedere anche per quanto capita all’esterno: gli assembramenti nei pressi dei  locali. «Dovremmo essere sempre noi a vigilare e impedire che si formino gruppetti di persone nelle vicinanze? Questo dovrebbe essere chiarito meglio».

É indubbio poi che molti dei bar correggesi per sopravvivere avranno bisogno di sostegno, per quanto hanno perso nei mesi del lockdown e per quanto perderanno nei prossimi mesi con le restrizioni necessarie per la sicurezza sanitaria.

In che modo aiutarli? Le associazioni di categoria stanno lavorando su questo fronte e il rapporto con l’amministrazione comunale sarà fondamentale. Per questo giriamo le preoccupazioni espresse dai gestori all’assessore comunale alle attività produttive, commercio e centro storico Monica Maioli. Alle sue riflessioni e alle sue risposte riserviamo uno spazio nel prossimo numero di Primo Piano, una volta che i nuovi decreti saranno stati completamente studiati e recepiti.

Chiudiamo con un’esortazione: viviamo una vera estate correggese, ripartiamo giorno dopo giorno da qui, un “click” in meno e un giretto in più. Non ci saranno feste, non ci sarà una gran movida ma ci sarà comunque tanta convivialità, tanta vita!

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