Auto il Correggio tra storia e attualità

L’impegno e la passione di Silvio, Luca e Alessandro Setti

«Ho venduto la mia prima auto che non avevo ancora la patente! Era una NSU Prinz, usata, che in quel periodo (1967) andava molto». «A volte anche in fumo!» aggiungo io… Chi esordisce così, affiancato dal nipote Luca, è Silvio Setti, Presidente di Auto Il Correggio spa, concessionaria della Renault per Correggio, Carpi e Rubiera. «Dopo essermi diplomato in meccanica d’auto al Corni di Modena – continua Silvio – avevo iniziato a lavorare con mio padre Giuseppe, detto Pèpo, che aveva una piccola officina di vendita e riparazione di biciclette e moto in Via Carlo V, a Correggio. Avevamo la concessionaria della Moto Guzzi ma era il mercato dell’auto che in quegli anni era in grande fermento, anche perché nel 1968 caddero tutte le barriere tariffarie intracomunitarie e le auto estere potevano essere liberamente importate. I consumatori avevano voglia di novità e per soddisfare la domanda iniziarono massicce importazioni di auto straniere, soprattutto tedesche e francesi. Così mi dedicai decisamente alla commercializzazione delle auto, sia italiane ma soprattutto straniere, nuove e usate, anche grazie alla collaborazione con la concessionaria NSU di Reggio Emilia del sig. Cattani, che mi diede la possibilità di vendere quelle vetture nella zona di  Correggio».

Come sei arrivato alla Renault?

«Fu grazie ad un amico, un ispettore della NSU, che mi indirizzò su quella marca. Renault costruiva auto popolari, per i lavoratori, e quindi in diretta concorrenza con Fiat, ma era innovativa nelle linee estetiche e nei motori e rappresentava una buona alternativa. A Correggio nel 1970 erano presenti solo due concessionarie: la Fiat di Cuccolini e la Simca di Nizzoli; anche per la Renault poteva esserci spazio. Così iniziai.  Il modello maggiormente richiesto era la R4; un’auto che serviva ad artigiani ed agricoltori, grazie al suo spazio interno ma con un’aria anticonformista che piaceva molto ai giovani. E così, incoraggiato dal buon andamento delle vendite, in società con Ernesto Schiatti, nel 1972, inaugurai la concessionaria Renault in un nuovo spazioso capannone in via Dei Mille, la tangenziale di Correggio».

Ma il 1973 fu l’anno della grande crisi petrolifera, il periodo più critico per la storia della motorizzazione nel nostro paese che inaugurò le domeniche a piedi!

«È vero, fu un momento difficile per l’auto, ma la Renault in quel periodo aveva lanciato la R5, un modello che ebbe un grande successo per le originali novità che introdusse nella carrozzeria, con i paraurti di plastica, e nelle motorizzazioni. Ebbe una vita lunghissima. Grazie a quel modello la Renault in Italia raggiunse una quota di mercato del 10%. Nei primi anni ’70 avvenne anche una importante innovazione nella struttura del sistema di commercializzazione delle auto: la sostituzione del “commissionario” con il “concessionario” che diviene a tutti gli effetti proprietario delle vetture acquistate dalla casa che verranno poi vendute al cliente».

Un’evoluzione continua…

«Si, circa a metà anni ottanta Renault lanciò un modello completamente nuovo, l’Espace, il primo monovolume apparso sul mercato automobilistico, che diede nuovo vigore al marchio con un boom di vendite. Negli anni ’90 mi resi conto che era necessario ampliare il salone espositivo perché nel frattempo il mercato era cambiato; l’offerta di modelli di auto di tutte le marche era enorme e il cliente, che negli anni ’60 e ‘70 accettava praticamente l’auto che era disponibile, ora aveva ampia scelta, voleva vedere l’auto che comprava e non attendere mesi per averla. Allora nel 1996 inaugurammo la sede in cui siamo ora, in via Matteotti: un grande salone espositivo di 1.500 mq. con annessa officina di riparazione. La concorrenza si faceva sempre più forte (anche i giapponesi entrarono sul mercato con varie marche) e nel 1999 decidemmo allora di aprire un autosalone a Carpi e, nel 2006, un altro autosalone a Rubiera. Anzi, a Carpi, in questi giorni, pandemia di coronavirus permettendo, stiamo per inaugurare un nuovo più ampio salone. Dobbiamo ricordare che dagli anni 2000 commercializziamo anche il marchio Dacia, un costruttore rumeno acquistato da Renault, che produce sobrie auto tradizionali a prezzo contenuto ma di grande affidabilità e durata».

Ci stiamo avvicinando ai giorni nostri e la parola passa alle nuove generazioni.  Luca Setti, figlio di Nando, è ora il direttore operativo del salone di Correggio, mentre a Carpi la direzione è stata affidata al figlio di Silvio, Alessandro.

Caro Luca, cos’è successo negli ultimi dieci anni?

«L’auto è un prodotto in continuo miglioramento. Da Benz, che la inventò, a Musk, con la Tesla, è un racconto di una incredibile corsa all’insegna di tecnologia e progresso. In questi ultimi anni l’attenzione all’ambiente, all’inquinamento e alle emissioni di CO2, il gas serra responsabile del cambiamento climatico, ha completamente stravolto il mercato. Il diesel ormai è stato superato dalle auto elettrificate e per diversi modelli non è più nemmeno prodotto. Tutte le marche ormai hanno a listino auto elettriche pure, ibride plug-in, full e mild perché ormai la domanda è sempre più rivolta a queste vetture. Il Parlamento Europeo ha decretato una progressiva riduzione delle emissioni inquinanti nei prossimi anni, con pesanti sanzioni per i costruttori che non le rispetteranno. Renault in questo panorama si presenta come riferimento, con una gamma di veicoli elettrici e ibridi completa. La Zoe, un modello full electric di Renault, con una autonomia che sfiora i 400 chilometri, è al primo posto nelle vendite in Europa. Il prezzo di questi veicoli è più alto rispetto alle auto tradizionali, ma il risparmio di carburante e costi di gestione è di oltre il 40% rispetto allo stesso modello di auto a gasolio».

Insomma la tecnologia è diventata la padrona della mobilità e l’arbitro della sicurezza.

«Si oggi guidare un’auto è molto più semplice e sicuro di un tempo; tutto merito delle ormai famose centraline elettroniche. I sistemi di ultima generazione che governano lo sterzo, garantiscono la stabilità della vettura e dispongono di frenate assistite ci mettono al sicuro da molti rischi».

Anche il mercato dell’auto ha subito forti ripercussioni a causa dell’epidemia di covid19; qual è stato l’impatto sulla vostra azienda?

«Il nostro fatturato annuale si aggira intorno ai 30 milioni di euro, ripartiti rispettivamente tra Correggio con il 40%, il 40% a Carpi e il 20% a Rubiera; quest’anno è ormai certo un calo di circa il 30%. I nostri addetti sono complessivamente 30 e non prevediamo, a breve, effetti negativi stabili sull’occupazione. Questa pandemia è stata veramente uno tsunami, ma ha spinto molte persone ad utilizzare l’automobile anziché i mezzi pubblici per i loro spostamenti e vi è potenzialmente un buon numero di consumatori che ha intenzione di acquistare un’auto. Ciò nonostante molti consumatori restano diffidenti nell’intraprendere negoziazioni faccia a faccia e visitare di persona gli autosaloni. Le vendite online, d’altro canto, fanno fatica a prendere piede perché nell’esperienza di acquisto, almeno dalle nostre parti, c’è l’abitudine di vedere, toccare e provare la macchina in concessionaria».

Uscendo dall’incontro non posso che concordare: attraversare un autosalone così, tra luci a led, pieno di auto con colori scintillanti e respirare quel profumo di “interno di macchina nuova” è una esperienza che stimola l’immaginazione di lunghi viaggi fuori del… Comune. Anche in tempi di Covid.

Lorenzo Sicomori

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