Artigiani della qualità, in cerca di successori

Artigiani della qualità, in cerca di successori

Il Market Legno di Correggio si racconta

Alcuni mesi fa, su un quotidiano locale, è apparso un annuncio dove alcuni artigiani di Correggio cercavano una successione per la loro attività. Alcuni di voi avranno già intuito che parliamo del famosissimo Market Legno, di Via Cuneo, che da circa quarant’anni tratta la fornitura di arredamenti e mobili su misura e di articoli per il bricolage ed il fai da te.

Sono tanti i nostri concittadini che per la cucina, la camera da letto o per i più svariati complementi di arredo, in questi quattro decenni si sono rivolti a questa azienda con soddisfazione. Abbiamo colto la palla al balzo, mossi da curiosità, e siamo andati dai titolari della società a chiedere il perché della loro iniziativa e a farci raccontare la situazione attuale e futura di una tra le nostre storiche imprese artigiane più rinomate anche oltre i confini della provincia reggiana.

I soci sono Luciano Bertacchini, Mauro Gonzaga e Fabio Fabbri. Gonzaga: «Sentir dire “storiche” mi fa effetto, ma effettivamente era il 1° gennaio 1981, quindi 38 anni fa quando iniziò l’attività del Market legno. In un locale di poco più di 200 mq, una sezionatrice verticale, una da banco e un po’ di legno e via, abbiamo cominciato a farci conoscere in giro. Un’altra iniziativa stava nascendo allora a Correggio, la fiera di San Quirino di giugno, con un nuovo assetto espositivo. Partecipammo. Fu un successo incredibile e anche grazie a questa occasione pubblica in pochissimi anni siamo entrati a regime. Molti si ricordano ancora quei 200 mq ricchi di iniziative e di una voglia di fare incontenibile. Due parole le voglio dedicare al ricordo del nostro storico “numero uno”, Benassi Eros (affermato commerciante all’ingrosso di compensati e tranciati) poiché è stata da una sua idea che è nato il tutto. Come dimenticare poi suo figlio Lorenzo con cui ho condiviso tante divertenti giornate di lavoro».

Bertacchini: «siamo cresciuti no ad avere una superficie di vendita e di lavorazione di circa 1.300 mq, ma siamo sempre rimasti un vero e proprio porto di mare in cui chiunque entrava, usciva … e rimaneva a chiacchierare, penalizzando un po’ il servizio. Ma quel bimbo che dice alla mamma “qui tutti hanno il sorriso” rimane impagabile». Ci sono aneddoti o eventi particolari che ricordate con particolare piacere? Bertacchini: «ricordo bene quella volta in cui, il giorno prima di uno spettacolo al teatro di Correggio, ci hanno chiesto al mattino di realizzare per la sera la scenografia che non era arrivata in tempo! Abbiamo bloccato la nostra produzione e realizzato tutto in giornata! È stato molto impegnativo ma gratificante».

Gonzaga: «insieme alla superficie sono aumentate le attrezzature, i materiali e i servizi: arredamenti di interni, di uffici, di negozi insieme al solito servizio di base di taglio, bordatura e tanto altro. Approfitto per presentare Fabio Fabbri che ha portato alla nostra attività una professionalità e una  creatività difficilmente riscontrabile nell’artigianato produttivo normalmente inteso. Alcuni suoi prodotti sono comparsi sulle migliori riviste di arredo come AD. Al culmine della nostra attività, a detta di tutti i rappresentanti delle ditte fornitrici del settore, eravamo una delle attività più belle e originali della regione. Poi il mondo cambia, noi stessi cambiamo e negli ultimi anni ci sembrava quasi di lavorare in una specie di succursale dell’ospedale: adesso il più sano sono io che sono stato trapiantato. Ripeto il mondo cambia: Ikea, Pirker, Obi. Bisogna stare al passo coi tempi. Noi abbiamo ampliato il servizio alle ditte, con un notevole riscontro, e oggi dobbiamo rassicurarle che qualcuno proseguirà il nostro lavoro».

Ma, raccontateci, quali sono le difficoltà per l’artigianato che avete sofferto maggiormente e come si può trasmettere ad altri l’eredità di una attività come la vostra?
Bertacchini: «in generale il nemico numero uno dell’artigianato è la buro- crazia, considerato che almeno un’ora della mia giornata lavorativa la spendo per espletare pratiche inutili, studiate da chi non ha mai lavorato. Abbiamo però anche incontrato amministrazio- ni locali che non ci hanno assoluta- mente ostacolato nella nostra attività».
Gonzaga: «aggiungo che veramente il tempo è passato. Io giudico i giovani meglio di quello che eravamo noi, ma nati in un periodo peggiore. Per noi il lavoro era una cosa naturale e a portata di mano, per loro invece rimane una chimera e, senza esagerare, quasi aliena!»

Quali suggerimenti daresti a questi giovani che volessero proseguire la vostra attività?
Gonzaga: «vedrei bene un gruppo di almeno tre giovani under 35, un po’ visionari, con voglia di fare e voglia di futuro. Non si pretende più un impegno totale sul lavoro, soprattutto in quello di base dove ci si sporca le mani. Occorre partire dal fondamentale lavoro di base, sì, ma poi creare una specie di laboratorio-officina-atelier con collaborazioni di giovani architetti e altre “artigiana- lità” del ferro, del vetro, dove il lavoro possa diventare quasi un hobby da tempo libero».

Quale disponibilità potreste dare a questi giovani?
Gonzaga: «Innanzitutto attraverso una richiesta economica per il subingresso veramente esigua, poi con la nostra totale disponibilità ad accompagnarli, se vorranno, nei vari momenti dell’attività».

Emiliano Bertani

A quel tempo, conoscevo Mauro Gonzaga per via delle nostre famiglie. Ricordo quando verso la ne degli anni settanta venne in Municipio da me, giovane sindaco di Correggio. Lui ancor più giovane, quasi con il fare di un garzoncello scherzoso, mi presentò con entusiasmo la sua idea: un laboratorio per il legno dedicato al fai da te. Mi sembrò una idea strana e un po’ fuori misura per la Correggio delle tradizionali segherie e falegnamerie. Non osai dissuaderlo. E così andò a gonfie vele, confermando la tesi che il legno fa miracoli, a prenderlo per il verso giusto. Pionieri del bricolage, seppero vedere il futuro di un comparto che oggi ha raggiunto cifre e dimensioni gigantesche. Vieni da noi e ti aiuteremo a trovare la soluzione giusta proprio per te: fu l’idea vincente. Market legno è un’azienda e, al tempo stesso, un servizio sociale. Lo dico tutte le volte che entro da loro.

Giulio Fantuzzi

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