Aps, la nuova veste del circolo Primo Piano

Ora siamo Associazione di Promozione Sociale

Ilsuo nome è Terzo Settore. Per chi non lo conosce, si tratta di un sistema sociale ed economico che si affianca alle istituzioni pubbliche e al mercato privato e che rappresenta una realtà quantitativa e qualitativa molto importante. Un mondo che sta a mezza via tra stato e mercato, quei due connotati che segnano tanto la fisionomia di un Paese democratico come il nostro, ma che non la esauriscono affatto. Con il settore rappresentato dalle pubbliche Istituzioni il terzo settore condivide la finalità esclusiva di interesse generale. Con il settore di attività economiche orientate al profitto condivide invece la natura di soggetto privato. Nel terzo settore coabitano enti e associazioni di diritto privato che operano in diversi ambiti: dall’assistenza alle persone con disabilità, alla tutela dell’ambiente, ai servizi socio sanitari, alla cultura. Esiste da decenni il terzo settore, ma è stato riconosciuto giuridicamente solo nel 2016, con l’avvio della riforma che ne ha definito confini e regole. Per farne parte anche formalmente è necessario possedere i seguenti requisiti: essere un ente privato che opera senza fine di lucro, svolgere attività di interesse generale (definite per legge) in forma di azione volontaria ed essere, infine, iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). Agire senza scopo di lucro non significa, sia chiaro, non avere profitti. Bisogna semplicemente reinvestirli per finanziare le proprie attività senza redistribuirli tra i soci e dipendenti. La riforma ha preso corpo con l’emanazione del Codice del Terzo Settore (decreto legislativo 117/2017) e, dopo diversi rinvii, è entrata pienamente in vigore nel novembre 2021 con la pubblicazione del già citato Registro Unico, la cui gestione è stata demandata alle Regioni. L’articolo uno del Codice individua chi ne fa parte: “le organizzazioni di volontariato (odv), le associazioni di promozione sociale (aps), gli enti filantropici, le imprese sociali, costituiti per il perseguimento senza scopo di lucro di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento in via esclusiva o principale di una o più attività di interesse generale”. La meritorietà delle attività degli enti del Terzo Settore viene riconosciuta attraverso la possibilità di accedere a benefici e agevolazioni. La riforma tuttavia chiede agli enti maggiori responsabilità, più trasparenza, nonché adempimenti di natura contabile e amministrativa piuttosto stringenti.

Tutto ciò premesso, ecco la notizia, cari lettori: Primo Piano, il Circolo Culturale editore del mensile che state leggendo, ha ottenuto dal 24 maggio 2022 il riconoscimento di APS (associazione di promozione sociale), con l’iscrizione conseguente al RUNTS. L’attività di interesse generale riconosciuta è quella culturale. D’ora in avanti la denominazione della nostra associazione sarà quindi: Primo Piano aps – Circolo Culturale. L’acronimo aps, la nostra patente, diciamo così, che ci identifica, andrà indicato su tutti i nostri documenti. Il Circolo Primo Piano, sapete, ha già superato i quarant’anni: venne costituito infatti a Correggio nel 1981. Fino ad oggi è stato, sotto il profilo formale, un’associazione non riconosciuta, senza personalità giuridica. In caso di disavventure, di qualunque genere, la responsabilità sociale del Circolo ricadeva direttamente e personalmente sugli amministratori pro-tempore, che ne rispondevano con il loro patrimonio personale. Di qui la scelta di entrare nel mondo delle APS riconosciute, che comporta la personalità giuridica e l’autonomia patrimoniale dell’associazione, per rispondere così, essa direttamente, delle proprie azioni. C’è poi da aggiungere che con lo sviluppo delle attività culturali che il Circolo Primo Piano ha promosso negli ultimi anni, come l’organizzazione di eventi e conferenze, i seminari nelle scuole, i corsi di formazione, oltre alla storica pubblicazione del nostro mensile, potranno presentarsi nuove opportunità, che la veste di aps ci può consentire di perseguire. Per esempio, partecipare a bandi emessi da enti pubblici e poter figurare tra gli enti cui il contribuente può destinare il 5 per mille in sede di dichiarazione dei redditi. Per arrivare al traguardo dell’iscrizione al RUNTS come APS è stato necessario adeguare lo statuto del nostro Circolo alle norme di legge (lo abbiamo fatto con l’assemblea straordinaria del 20 aprile in presenza del Notaio), ottenere una perizia giurata che attestasse la disponibilità di un patrimonio minimo di 20.000 euro, inviare il tutto agli enti esaminatori insieme all’atto costitutivo, ai bilanci di anni precedenti, ai verbali di assemblee e a numerosi altri documenti. Per il futuro saremo soggetti alla contabilità in partita doppia, alla tenuta dei registri obbligatori, alla redazione del bilancio di esercizio secondo uno schema prefissato, composto da stato patrimoniale e rendiconto economico, e alla redazione di una “relazione di missione” che illustri l’attività dell’anno. Il bilancio e tale relazione dovranno essere pubblicati sul nostro sito web: www.primo-piano.info. Non si tratta di novità sconvolgenti. Tanti di questi adempimenti erano già acquisiti nella gestione di Primo Piano, in particolare la protezione della risorsa più preziosa di cui disponiamo: i nostri volontari. Oggi sono ben cinquantacinque: redattori che scrivono gli articoli, distributori della rivista alle edicole ed agli abbonati, organizzatori degli eventi e dei corsi, addetti amministrativi, sostenitori e promotori che ci danno una mano quando serve. Per loro abbiamo completato le necessarie coperture assicurative contro gli infortuni e per danni a terzi, nel servizio che prestano per la vita sempre più complessa del Circolo. Senza tale e tanto volontariato, a titolo del tutto gratuito, Primo Piano non sarebbe arrivato fin qui. E non potrebbe bussare alla porta del futuro per la giusta causa in cui crede: quella della cultura.

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