Antichi mestieri a Correggio: “La Galletta”

Le foto scattate intorno alla fine degli anni cinquanta, presentano il team impiegato nell’esercizio del bar-tavola calda ‘La Galletta’. Il signore in camice bianco è il fondatore Ermes Lusetti, le ragazze con maglia bianca sono le aiutanti: una cuoca e due cameriere.
L’inaugurazione del bar-tavola calda ‘La Galletta’, in Corso Mazzini, avvenne in due tempi tra il 2 e il 4 giugno 1955, in occasione della festa della Repubblica e della fiera di San Quirino.

Per le celebrazioni del 2 giugno le autorità e la banda cittadina, sfilando per Corso Mazzini, si fermarono davanti al nuovo bar-tavola calda, e il sindaco Rodolfo Zanichelli fece l’inaugurazione ufficiale; dopo due giorni il parroco, monsignor Corradi, completò la cerimonia. Erano presenti molti cittadini che ammirarono il nuovo esercizio commerciale completamente diverso dai bar e dai ristoranti del tempo. L’arredamento richiamava certi locali di città (la ‘Tavernetta’ di Reggio aveva fornito l’idea a Ermes Lusetti), con pochi tavoli, alcuni sgabelli e cibi pronti da consumarsi velocemente: pizza al taglio, erbazzone reggiano con pasta sfoglia, supplì di riso, panzerotti, krapfen, crema fritta, cream caramel, toast super farciti con squisite salse, vini pregiati, ecc.

L’avvio dell’attività, però, non fu facile. Pochi correggesi frequentavano il locale, la gente si fermava davanti alla vetrata, attratta anche dall’architettura innovativa, ma non entrava perché diffidente verso un locale così moderno (‘un posto da città’), e timorosa, anche, di trovare prezzi alti o di essere additata come snob.
Per fortuna il locale era frequentato da una clientela che veniva da fuori, soprattutto carpigiani. Si ricorda con simpatia un personaggio esuberante come il signor Solferino Vecchi, un uomo alto e massiccio, un guascone con due baffoni neri, uno dei primi industriali della maglieria e presidente dell’A.C. Carpi, che amava cavalcare la rivalità sportiva, e non, tra correggesi e carpigiani.

Un altro significativo aiuto alla fortuna della Galletta fu rappresentato dalla presenza costante, pressochè abitudinaria, per molti mesi nelle ore serali, della giovanissima e bellissima Liana Orfei, ferma col circo a Rio Saliceto, sempre accompagnata da un folto numero di amici.
Anche i giocatori delle squadre di calcio locali si fermavano spesso nel locale, dopo gli allenamenti, per rifocillarsi, così ne fecero accrescere la notorietà.
Ma fu, soprattutto, la decisione di mettere le tendine alla vetrata ad altezza d’uomo, per impedire la visione all’interno, a far decidere i correggesi a frequentare il locale e a elogiarne la qualità del servizio. Con efficace passaparola, molti giovani e studenti, dopo il passeggio sotto i portici, sostavano alla Galletta per consumare un veloce spuntino.

Com’è nato il nome ‘La Galletta’, che non esiste nel vocabolario italiano? Da una felice idea del prof. Euro Rossi, l’architetto arredatore del locale, che mutuò il termine francese ‘La Coquette’,  disegnando anche l’insegna rappresentata da una ragazza con la cresta di gallina in testa e una folta coda di piume.

Le preziose e interessanti informazioni sono gentilmente state fornite dal figlio del fondatore Ermes Lusetti, dottor Luciano, che di cuore ringrazio.

Fabrizia Amaini

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