Anomalie meteo ad ogni costo

Dal punto di vista meteo una stagione in piena norma non fa notizia. Anzi, quasi quasi infastidisce, in un periodo in cui è di moda ricercare eccessi e singolarità ad ogni costo. Il 2018 da poco concluso è stato invece un anno normale, sia dal punto di vista delle piovosità che delle temperature.

I dati della stazione meteo di Arpa Emila Romagna che insiste sul territorio correggese, zona Fazzano (Latitudine: 44° 44’ Longitudine: 10° 46’) parlano chiaro: se nel 2017, l’anno più siccitoso dell’ultimo decennio, la piovosità è stata del 26% inferiore a quella media considerata normale, pari a 709 millimetri, nel 2018 la carenza di precipitazioni è stata del solo 4%. Un valore che, pur constando in 29 millimetri di pioggia, può essere considerato irrilevante. Volendo forzatamente ricercare l’anomalia climatica, potremmo soffermarci sul fatto che nel 2018 sono aumentati i giorni di pioggia del 18%, passando da una media trentennale di 78 giorni l’anno ai ben 92 registrati nella stagione appena conclusa. Un aspetto sicuramente positivo per le campagne e per le falde, visto che piogge più scandite nel tempo permettono al terreno di capitalizzarle al meglio, costituendo preziose riserve idriche. L’annata scorsa si può definire generosa dal punto di vista idrico fin da suo inizio: la primavera è stata talmente abbondante che non solo ha talvolta ostacolato le normali pratiche colturali nelle campagne ma ha anche comportato un ritardo nell’avvio delle irrigazioni. Questa pratica, peraltro, ha richiesto volumi decisamente inferiori rispetto alle due stagioni precedenti, che da questo punto di vista avevano raggiunto soglie critiche. Fino a Settembre il 2018 ha regalato piogge superiori alla media dell’ultimo decennio; poi il solo Dicembre si è rivelato insolitamente asciutto e siccitoso anche se questo dato, al momento, non giustifica infondati allarmismi.

Anche nel 2018, come sta accadendo da alcuni anni a questa parte, Aprile si conferma uno dei mesi meno piovosi in assoluto. Non che il famoso proverbio “Aprile, ogni giorno un barile” volesse significare un primato, visto che anche nelle statistiche di 50 anni fa questo mese primaverile nel correggese si è sempre piazzato alle spalle di Ottobre e Novembre. Nell’ ultimo decennio questi tre mesi sono stati addirittura superati da Febbraio e da Marzo. La vera anomalia quindi non è che piova di meno, ma piuttosto che piova in modo differente.

 

UN CLIMA SEMPRE PIÙ SOLITO

In questo inverno in corso sono tornate le giornate uggiose, un po’ di nebbia (che quasi avevamo dimenticato) e quell’umidità tipica della pianura padana. Il tutto talvolta alternato a splendide giornate di freddo, sole e clima spettacolarmente asciutto. Cose d’altri tempi. Anche perché eravamo quasi pronti alla tropicalizzazione della nostra pianura e ad estati sempre più torride e climaticamente opprimenti. Anche le temperature massime di 40 gradi di alcuni anni fa sono ormai un ricordo, visto che da due anni a questa parte superiamo appena i 37°C? Sotto questo aspetto, l’anno appena concluso è stato solo apparentemente più clemente del 2017 visto che, pur facendo registrare massime assolute inferiori, ha totalizzato un “montegradi” complessivo che innalza la temperatura media annua di 0,7 gradi centigradi rispetto all’anno precedente. Un valore allineato con la teoria dell’innalzamento delle temperature, dato che la media delle temperature correggesi del 2018, nonostante mai eccessive, è comunque stata di un grado centigrado superiore alla media degli ultimi 50 anni.

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