Andria, Coop di casa e comunità

Abitare: crisi e nuove opportunità

I quotidiani e i notiziari locali, in questi ultimi mesi, ci hanno raccontato diversi casi di cooperative che non ce l’hanno fatta. Noi vogliamo proporvi anche storie positive. Ad esempio quella di Andria.

È nata nel lontano 1976, come Cooperativa Edilizia di Abitazione, fondata da alcune persone di Correggio che volevano realizzare un sogno: potersi costruire la casa in proprietà.

Sono stati effettuati interventi nei piani per l’edilizia economica popolare ed è stato svolto un compito sociale di fondamentale importanza: quello di organizzatore della domanda e di gestore di processi edificativi, in attuazione delle politiche di pianificazione e programmazione urbanistica dei Comuni, collaborando con le Amministrazioni e in sintonia con le istanze dei soci.

Quindici anni più tardi il mondo e i bisogni delle persone erano cambiati, così la Cooperativa ha voluto superare il ruolo di semplice “costruttore di case” e diventare referente per gli abitanti che volevano intervenire sul territorio, per realizzare soluzioni ispirate ad una migliore qualità della vita.

Andria ha provato a dare concretezza a questo concetto, spesso abusato o soltanto astratto, realizzando degli interventi che hanno effettivamente migliorato la quotidianità della vita, per chi li abita, per chi ne usufruisce, per chi li attraversa, per chi li osserva.

Ecco qualche esempio di cosa è riuscita a fare Andria a Correggio, dove si è occupata del recupero di aree dismesse sia in centro storico che in zone industriali che rischiavano di restare nel degrado.

Chi di noi non passa nella Galleria Politeama (“dove c’era il cinema una volta…”)? Qui è stato riqualificato un intero isolato urbano, una parte fondamentale dell’abitato storico, riportando a vivere in centro numerose famiglie e dando vita a nuove gallerie, piazzette e negozi.

E il Quartiere Le Corti? Sappiamo tutti che lì, ad un passo dal centro, c’era uno stabilimento che lavorava l’amianto. L’intera area è stata radicalmente bonificata, concedendo così ampio respiro a spazi verdi raccolti entro le corti residenziali, divenendo luogo di aggregazione in un contesto ad elevata qualità urbana ed ambientale, come raccontato anche dello scrittore emiliano Giuseppe Pederiali: un modo di vivere fantastico, leggero e sognante.

Se allunghiamo lo sguardo più in là, oltre la Corrigia, troviamo interventi di Andria nelle frazioni e nei vicini comuni di San Martino, Bagnolo, Cadelbosco, Campagnola, Novellara, Rio Saliceto e Carpi. Come a Correggio sono stati pensati ed edificati nuovi quartieri, lavorando per superare il concetto di lottizzazione spesso sterile e finalizzato alla massimizzazione del guadagno. Si è ristudiato l’assetto urbanistico, limitando il traffico automobilistico ed esaltando i percorsi pedonali e ciclabili. Sono stati realizzati grandi parchi su cui tutte le abitazioni affacciano, creando armonie ambientali, urbanistiche e sociali.

Dunque una storia importante che da più di quarant’anni è fatta di gesti tangibili, certezze valide, e promesse realizzabili. E anche in questi anni non certo facili, faticosamente, non senza dubbi e difficoltà, ogni giorno in Andria si lavora con entusiasmo e passione perché questa storia di “cooperazione di comunità” continui ancora a lungo. Consapevoli che il mondo sta cambiando e che la complessità di oggi porta a dover camminare con prudenza su uno stretto sentiero compreso tra due rischi: quello economico-operativo, legato alla progettazione e realizzazione degli interventi abitativi, e quello finanziario, legato alle risorse necessarie per gestire programmi e temi multiformi e, spesso, complicati. Tra questi il recupero e buon uso del territorio, insieme alle nuove esigenze abitative e sociali legate all’invecchiamento della popolazione. Temi di grande importanza ambientale e sociale che le comunità in cui opera Andria sollecitano come istanze fondamentali di oggi e di domani. Perché questi nuovi bisogni trovino risposte concrete e condivise di qualità, è necessario che tutti gli attori sociali, politici e imprenditoriali facciano la propria parte e mettano in campo gli strumenti e le risorse necessarie (normative, economiche, fiscali ecc…), ciascuno secondo il proprio ruolo e la propria responsabilità.

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