Amministratore e amico della musica

Dedicato ad Ero Righi, scomparso il 5 dicembre scorso

Ero Righi deve aver toccato in loro le corde più profonde. Sono stati tanti infatti gli artisti che nei giorni immediatamente successivi alla sua scomparsa gli hanno dedicato il concerto come ultimo saluto, dai palcoscenici di importanti teatri italiani. Musicisti jazz o cantanti di spicco, riuniti nei progetti di Mundus, protagonisti delle estati reggiane e poi in trasferta nei teatri della penisola: Rita Marcotulli, Danilo Rea, Peppe Servillo, Javier Girotto, Fabrizio Bosso, Ambrogio Sparagna, Nina Zilli, solo per citarne alcuni; presenze costanti e preziose impegnate nelle più belle piazze dei Comuni della provincia. È stata questa l’ultima passione civile di Ero Righi: la musica, il mondo degli artisti.

 

Nato come sindacalista, in seguito amministratore dell’AUSL con la delega al personale e poi assessore ai servizi sociali e al bilancio del Comune di Reggio Emilia, presidente dei Teatri, Righi aveva ricoperto negli ultimi anni la carica di direttore artistico di Mundus, una rassegna musicale di grande successo. Una carriera poliedrica nata da un preciso impegno politico e di riscatto per lui, ultimo di nove figli di una famiglia con scarse disponibilità economiche che viveva in via Roma, nel cuore del centro storico di Correggio.

 

Iscritto al PCI e poi al PD su posizioni riformiste, aveva dimostrato di muoversi con intelligenza e agilità in diversi contesti, dalla Roma degli anni ‘60 alla Parigi del periodo della sua presidenza ai Teatri di Reggio Emilia, alla Spagna considerata come una sorta di buen retiro negli ultimi anni della sua vita. Dal carattere polemico e duro avversario negli scontri politici, caparbio difensore delle minoranze e dei diseredati, intelligente critico dei costumi della società e precursore di modelli culturali, Ero Righi ha saputo coniugare a tutto questo una sensibilità estetica e musicale che lo ha reso famoso fra artisti di grande calibro.

Come quando, a sorpresa, Bill T. Jones, coreografo e danzatore newyorchese, nel corso di una conferenza stampa a Milano, durante la sua presidenza ai Teatri, gli ha dedicato un elogio incondizionato che ha stupito i giornalisti presenti e imbarazzato lo stesso Ero, non così avvezzo a tanti apprezzamenti.

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