Amaro epilogo di stagione al Borelli

La Correggese retrocede in Eccellenza

Non sarebbe stato un miracolo, ma qualcosa di insperato sì. Qualcosa che non è accaduto. Può succedere. E succede. Nella stagione appena conclusa abbiamo vissuto sensazioni forti allo stadio Borelli. In scena “Operazione Salvezza” della Correggese Calcio, rappresentazione in trentaquattro atti tra ottobre e maggio, senza lieto fine.

Il sipario si apre con l’esonero a fine ottobre di mister Gabriele Graziani, l’allenatore della sorprendente stagione passata che valse il quarto posto in serie D. Dopo undici giornate di campionato la squadra aveva raccolto solo sei miseri punti. Gli subentra nella conduzione Antonio Soda, allenatore esperto anche in categorie superiori, un lusso (si dice) per una compagine in cattive acque come la Correggese. Durante il mercato di riparazione invernale la rosa risulterà purtroppo indebolita: i nuovi arrivati non si riveleranno, a mio modesto parere, all’altezza dei partenti. Errori nella valutazione tecnica degli atleti? O l’aver dovuto reagire in fretta e furia per la fuga di giocatori convinti che la barca non si potesse raddrizzare? Il nuovo mister ha dovuto fare di necessità virtù. Non si è visto certo del calcio champagne, ma un passettino alla volta, arrancando, combattendo, forse meritando di più, alla fine siamo rientrati nel gruppo che lottava per non retrocedere e siamo saliti sull’ultimo vagone per restare in serie D.

Sulla carta le ultime giornate del campionato regolare ci riservavano un calendario non impossibile, con squadre più abbacchiate di noi. Eppure “toppiamo” malamente la prima opportunità, forse un segno di resa psicologica. Invece entra in ballo il “fattore allenatore”, la sua capacità, la sua grinta a motivare i giocatori e la fortuna. In casa di una diretta concorrente la squadra reagisce, l’allenatore mantiene la barra dritta e siamo meritatamente in vantaggio dopo pochi minuti. Poi rigore per la squadra ospitante: parato. Raddoppio. Accorciano gli avversari che organizzano un vero assedio. Per la prima volta reggiamo, con grinta e fortuna.

Negli anni scorsi i quarantotto punti raggiunti dalla Correggese sarebbero stati ampiamente sufficienti ad assicurare la salvezza; quest’anno invece no. Siamo costretti allo spareggio. Una sola partita sarà decisiva. Visto il percorso della squadra è già un buon risultato, grazie a chi ci ha creduto. Per evitare la retrocessione il 14 maggio, al Borelli, bisogna solamente non perdere. Invece accade di tutto, comprese espulsioni e perdita di lucidità. E, amaro epilogo, la sconfitta contro il Sant’Angelo Lodigiano consegna la Correggese Calcio al Campionato Regionale di Eccellenza. Retrocedere non è un dramma, nello sport si vince e si perde, ma non si cerchino colpe in agenti esterni, complotti arbitrali, tremenda sfortuna: scuse che pure potrebbero anche avere un briciolo di fondatezza. Occorre una lucida ed obiettiva analisi degli errori commessi, perché nessuno può sostenere che non ne siano stati fatti. Del resto non ci si può sempre azzeccare come la stessa proprietà ha fatto nella stagione precedente. Il “bel dilettantismo” non paga più in questa serie D, professionistica a tutti gli effetti, nonostante il nome di Lega Nazionale Dilettanti. Almeno se si vuol ripartire con slancio per ritornare al campionato momentaneamente smarrito, ma che ci compete. In bocca al lupo, ragazzi.

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