All’Espansione Sud Stop non è solo gelato

I coni di Daniela e Carmine passan di mano dopo trent’anni

Ci sono alcune attività che con gli anni diventano qualcosa in più di quello per cui sono nate. Da diverse settimane arrivano richieste a Primo Piano per scrivere della Gelateria Stop, situata nel quartiere Espansione Sud a Correggio, che dopo trent’anni sta per cambiare gestione. Per ognuna di queste richieste, la prima cosa che ci è stata detta è: “fate capire che si tratta di più di una gelateria”. Diverse generazioni sono cresciute tra le sedie e i tavolini della gelateria, trascorrendo lì interi pomeriggi e serate d’estate, rendendo questo posto un vero e proprio ritrovo per il quartiere, soprattutto per i più giovani. Ecco perché questo mese abbiamo pensato di raccontare la storia dello Stop e delle due persone che per trent’anni hanno portato avanti l’attività, Daniela Lusuardi e Carmine Giordano, che alla fine dell’anno andranno in pensione.

Trent’anni fa, nel 1993, la gelateria era in vendita. Carmine e Daniela decisero di comprarla, per cambiare settore e provare a fare qualcosa di diverso. Entrambi erano stati operai, lui nella metalmeccanica, lei nella maglieria. Rilevare l’attività è stata una scommessa: avrebbero dovuto imparare un lavoro completamente nuovo. All’epoca lo Stop era un piccolo esercizio di quartiere, poco conosciuto rispetto ad altre gelaterie nei dintorni. Con gli anni, i due sono riusciti a farsi conoscere oltre l’Espansione Sud, ad ampliare l’offerta e a creare un nutrito gruppo di affezionati che ha attraversato più generazioni. Riflettendo sul motivo per cui questo è successo, Daniela e Giordano sono concordi: in gran parte è stato legato ai loro orari di apertura, specialmente d’estate. Fino a tre anni fa la gelateria rimaneva aperta fino alle 2.30 di notte per tutta estate: così è diventata un appuntamento fisso per i giovani e i giovanissimi della zona. Si tratta di ritmi davvero intensi: anche chiudendo dopo le 2 di notte, la mattina dopo alle 8 Daniela o Carmine sarebbero tornati in negozio a preparare tutto per l’apertura delle 9. «È anche per questo motivo che siamo diventati un luogo di ritrovo. Sentiamo le conversazioni dei ragazzi che si fermano qui al pomeriggio e alla sera: ci fa piacere che escano di casa pensando a noi. Siamo arrivati al punto che non potevamo fare le pulizie di sera, prima della chiusura, perché altrimenti i clienti più giovani sarebbero continuati a entrare, anche alle 2 di notte. Siamo gli unici che hanno fatto questo tipo di orari». Chiedendo loro quale sia stato il motivo dietro la scelta dell’apertura fino a notte fonda, la risposta è semplice e sincera: «Come potevamo chiudere se davanti alla porta continuavano ad assieparsi i clienti? Ci sapeva fatica mandare i ragazzi a casa, noi volevamo esserci».

Negli ultimi anni l’orario estivo è stato in parte accorciato e la gelateria ha cominciato a chiudere verso l’una. I due ammettono che non avrebbero potuto fare altrimenti, perché sarebbe stato troppo difficile e stancante continuare a rimanere oltre le 2. Ma non è solo alla notte che lo Stop pullula di clienti. Lo stesso si può dire dei pomeriggi di tutto l’anno, in cui lo spazio davanti alla gelateria si anima di bambini, ragazzi e genitori che si danno appuntamento lì. «Ci sono ragazzi che hanno cominciato a venire qui tanti anni fa, per poi tornare coi loro figli che adesso magari sono ventenni», raccontano. «Abbiamo visto passare tante generazioni. Ci ricorderemo delle facce di tutte queste persone e delle belle amicizie scaturite dal contatto con i clienti, alcune delle quali continuiamo a coltivare anche fuori dal negozio».

La maggiore manifestazione di affetto da parte dei clienti è arrivata nei mesi scorsi, quando si è sparsa la voce che la gelateria fosse prossima alla chiusura. Daniela e Carmine, dopo aver cercato per diverso tempo di vendere l’attività, si erano ormai rassegnati a chiudere con la fine dell’estate. Non si era fatto avanti nessuno che desiderasse comprare la gelateria, nessuno che volesse rifare la stessa scelta che i due avevano preso ormai trent’anni fa. «Quando abbiamo messo fuori il biglietto che annunciava la chiusura, abbiamo avuto dimostrazioni d’affetto enormi», racconta Daniela. «Sono successi episodi da pelle d’oca, perfino bambini che entravano in gelateria per abbracciarci. Non ce lo saremmo mai aspettato. Tutto questo affetto da parte dei clienti ci ha davvero emozionato». Poi, a pochi giorni dalla chiusura ormai programmata, è arrivata una proposta da parte di due correggesi, clienti della gelateria. La gelateria è stata così venduta: Daniela e Carmine hanno scelto di prolungare la loro attività fino alla fine del 2023, in corrispondenza della loro tradizionale chiusura invernale. Alla riapertura, nel febbraio 2024, la Gelateria Stop sarà gestita dai due nuovi giovani titolari. «Auguriamo ai ragazzi di portare avanti tutto questo, anche il valore di questo posto, che va oltre il gelato», spiega Carmine. «Io ho sempre cercato di fare il gelato come si faceva una volta; sto cercando di insegnarlo a loro. È una tradizione da portare avanti. Oggi esistono corsi che in venti giorni ti fanno diventare gelatiere, ma c’è molto di più da conoscere. Fare il gelato è facile, farlo buono è difficile. E poi creare intorno alla gelateria tutto quello che negli anni è nato, quello viene da sé. È una conseguenza del nostro comportamento, dei nostri orari, del fatto che abbiamo sempre accettato tutti i ragazzi, anche quelli rumorosi. I nostri clienti sono sempre stati molto educati, siamo davvero felici di questi anni».

Carmine Giordano e Daniela Lusuardi

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