Addio a gianni piovani, il mitico “Piroto”

Ma il suo chiosco dei gelati rimane nel nostro cuore

Proprio casualmente, in Novembre 2019, sono andata al Bar Giulio per trovare persone da intervistare per l’inserto di Primo Piano “Regione”; mi sono fermata al tavolino con un signore molto anziano, un po’ infastidito, ma che poi si è fatto intervistare, mentre gli altri presenti hanno declinato l’invito con un certo malanimo. Allora il signor Gianni Piovani, che era tra i presenti, forse per scusarsi a nome degli altri, mi ha offerto un caffè e…mi ha parlato della sua vita. Sono rimasta ad ascoltarlo per un bel po’ di tempo, peccato non aver preso appunti, ma qualcosa ricordo.

E adesso lo rivedo negli annunci funebri: deceduto il primo Maggio. Nell’attuale situazione di pandemia, contatto il figlio e il nipote telefonicamente.

Riporto volentieri il saluto degli amministratori del gruppo Facebook “Se sei di Correggio”:

«È deceduto Gianni Piovani. In arte Piroto. Per anni ha gestito il chiosco di gelati dei giardini di Correggio, giusto dietro al teatro. Ci ha accompagnato nelle nostre serate estive, calde e affollate. Quelle serate lunghe, lunghissime, passate a ridere e vivere in maniche corte davanti ad un gelato o ad una birra fresca. E quante risate a denti bianchi e quanta vita leggera, come se il tempo fosse poco più di uno scherzo. Un pezzo di noi che se ne va. Caro vecchio Piroto. Un saluto da tutti i correggesi».

Mi aggrego, ma questo è “Piroto”, non Gianni Piovani.

Tutti abbiamo saputo della morte prematura della figlia Cristina nel Febbraio scorso e penso che sia normale per un padre diventare improvvisamente vecchio; in Novembre, era ancora un bel signore che non dimostrava la sua età.

Si esprimeva in un buon italiano, a bassa voce: oltre che “gelataio”, inventore del gusto “biscuit”, uno squisito semifreddo, è stato anche installatore e riparatore di frigoriferi industriali. In famiglia c’è del genio “tecnico”: il fratello Mario era Perito elettrotecnico e conduceva una piccola azienda in Viale Risorgimento. Come per tutte le persone, ha avuto vari periodi e vari sogni. Negli anni ‘60, il pugilato era molto popolare anche a Correggio e aveva pensato alla carriera di pugile. Partecipò ad alcuni incontri che si svolsero a Correggio. A volte il ring veniva montato in Piazza Garibaldi, un’altra volta nel cortile del palazzo dei Principi; non sta a lui dirlo, ma aveva un certo talento. «In realtà -dice il figlio Massimo – considerò che non si poteva solo darle, ma si poteva anche prenderle, cosa che non piace a nessuno, e lasciò perdere». Lavorò anche come cameriere ai matrimoni nella pasticceria Sora, poi, il destino è stato quello di continuare l’attività paterna, infatti ha ereditato dal padre anche il soprannome diPiroto”.

Pensiamo a Correggio prima della guerra e a come erano gremiti i portici: erano molte le gelaterie “fisse” e almeno due i carretti; quello di “Paganello” che, quando stava fermo, era in Piazza Garibaldi, e quello di Piroto Senior, che stazionava anche davanti alla cartolibreria Scaltriti. Quindi il padre vendeva gelati d’estate, mentre d’inverno aveva dei “soli” di crema, cioccolato e panna che metteva sui coni.

Oltre che gelati, facevano caramelle e il famoso “caramellone”, tirato in fili multicolori. Negli anni ‘50, Piroto padre fece costruire un’edicola fissa in legno, posizionata in Piazza Carducci, all’angolo dell’attuale banca, dove aveva magazzino.

«Non so quando iniziò – precisa il figlio – ma nel ‘55, quando i miei genitori si conobbero, il chiosco c’era già». Quell’edicola venne trasformata più tardi in rivendita di giornali con Romano Riccò e, verso il 1960, la gelateria si spostò su una pesa pubblica dismessa, ove si trova l’attuale “Amadeus”.

La gelateria apriva a Marzo per San Giuseppe e chiudeva a Ottobre per San Luca. Nel 1977 Gianni e il figlio, su progetto di un ingegnere, fecero demolire la vecchia pesa e costruirono personalmente l’attuale struttura. La gelateria fu ceduta nel 1988.

Tutt’ora, chi ha una certa età non dice “ all’Amadeus”, ma “da Piroto” e rimpiange i frappè, per gustare i quali venivano anche da Modena.

 

«Gianni è stato un buon padre di famiglia, con pregi e difetti come tutti. Era un’eccellente tecnico, esperto in diversi campi e mi ha insegnato tantissimo. Ho passato bellissime giornate con lui sui campi da sci, sport del quale era appassionato. Era avido di sapere, se una cosa gli interessava veramente voleva sempre approfondirne la conoscenza nei minimi dettagli. Entrambe le cose: passione per lo sci e voglia di sapere in modo approfondito, sicuramente le ho ereditate da lui. Mi hanno fatto molto piacere i post del gruppoSe sei di Correggioper ricordare sia Cristina che Gianni, a testimonianza dell’affetto dei Correggesi, che ringrazio di cuore, per la mia famiglia».

Il nipote Marco lo ricorda come un nonno attento e apparentemente burbero; gli ha trasmesso molti insegnamenti, che non erano mai “paternali”. Ha imparato da lui a saltare la corda per allenarsi, proprio come fanno i pugili  professionisti.

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