A spasso con Marley

Con guinzaglio e giudizio, per buone passeggiate

Vado a spasso con Marley tutti i giorni. Ormai è una bella abitudine e, almeno per me, molto appagante. Non starò qui a ripetere frasi fatte e ben note sulla superiorità degli animali rispetto agli umani, sapete già a cosa mi sto riferendo. Marley non ha ancora compiuto un anno, è un bel meticcio di manto prevalentemente nero con petto, muso e pantofoline bianche. È vivacissimo, curiosissimo e a volte difficilmente decifrabile: si ferma fissando l’infinito senza un motivo apparente, ma lui sa il perché. Spesso scegliamo come meta delle nostre passeggiate la parte est-sud di Correggio: devo dire che i percorsi ciclo-pedonali sono molti e attraversano belle zone immerse nel verde, in larga parte ben tenute. Si può arrivare da via Oratorio al laghetto di via Gandhi, passando per il viale del cimitero o per i campi di fianco alla sede della Podistica, sul percorso recentemente approntato e, penso, da completare fino a via Pio la Torre di fianco all’isola ecologica. Un altro percorso può partire dal Parco del Diritto alla Pace, dietro al Vecchio Conad in via don Minzoni, per poi seguire il pedonale di fianco a via Vecchia Ferrovia, attraversare viale Saltini e proseguire costeggiando il retro dello stabilimento Corghi, attraversando via Madonna quattro Vie per arrivare in via Oratorio. Passeggiare con il nostro amico a quattro zampe è un piacere: nel verde e senza traffico è uno spasso di “annusate” per lui e un relax per noi. In tutti i percorsi vige sia l’obbligo dei cani al guinzaglio che quello della raccolta degli escrementi: se per i cani senza guinzaglio il rispetto è disatteso, anche se in pochi casi e mai problematici, la raccolta dei bisognini lascia un poco a desiderare. Non giustifica il fatto la mancanza di cestini: in effetti in alcune zone abbondano, vedi nel Parco Diritto alla Pace, mentre altri tratti ne sono sprovvisti, a volte per chilometri, come sul percorso che va dall’isola ecologica e attraversa via Modena per arrivare fino al laghetto di via Gandhi. Non ce n’è neanche uno: il nostro amico non “produce” a comando, quindi risulta abbastanza scomodo portarsi per decine di minuti (o se volete qualche chilometro) il sacchetto contenente i bisogni del nostro amico a quattro zampe. Questo non deve tuttavia giustificare l’inciviledeposito”. Conoscendo le abitudini dei propri animali, si potrebbero farli “sfogare” in aree coperte dai cestini, per poi avventurarsi nelle zone che ne sono sprovvisti. Oppure si potrebbe provvedere e cadenzare i percorsi con adeguati raccoglitori, manutenendoli puntualmente come nelle altre zone; sulla stessa zona si potrebbero anche posizionare alcune panchine per rendere più agevole la frequentazione.

Buone passeggiate a tutti!

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