A servizio dei più bisognosi con spirito evangelico

La Caritas correggese e i suoi primi trent’anni

La Caritas Italiana è l’organismo pastorale della Cei (Conferenza Episcopale Italiana) per la promozione della carità. Ha lo scopo di promuovere «la testimonianza della carità nella comunità ecclesiale italiana, in forme consone ai tempi e ai bisogni, in vista dello sviluppo integrale dell’uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica» (art.1 dello Statuto). È nata nel 1971 per volere di papa Paolo VI, nello spirito del rinnovamento avviato dal Concilio Vaticano II.

I principali ambiti in cui opera Caritas Italiana: promuovere la carità e tradurla in azioni e opere concrete; organizzare e coordinare interventi di emergenza in Italia e all’estero; realizzare studi e ricerche sui bisogni per aiutare a scoprirne le cause; educare alla pace, alla mondialità, al dialogo, alla cultura dell’accoglienza; promuovere il volontariato e favorire la formazione di operatori pastorali della carità.

“Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno”.
Madre Teresa di Calcutta

I padri e i figli della Caritas correggese

Nel 1989 Monsignor Giovanni Paolo Gibertini, divenuto Vescovo di Reggio Emilia e Guastalla, manifestò l’opportunità che venissero costituite le Caritas parrocchiali. Così, il 10 febbraio 1993, a Correggio si è costituita, con scrittura privata registrata il 15 marzo, l’Associazione di volontariato Caritas correggese, operante anche nei territori di San Martino e Rio Saliceto. Era parroco don Alcide Mariotti. I primi presidente e vicepresidente del Consiglio di amministrazione furono Ermes Lusetti e Maria Luisa Bertozzi. Nel 2007, con atto rogitato dal notaio Luigi Zanichelli, venne adottato il “nuovo Statuto della Caritas Correggese” (approvato poi nel 2019) al fine di ottenere il riconoscimento della personalità giuridica e di adeguamento alla disciplina in tema di ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale). Altri storici Presidenti che hanno apportato un significativo contributo sono stati Franco Cavazzoni e Gino Bondavalli. Nel 2017 è subentrato come presidente il parroco don Sergio Pellati, poi nel 2021 Paolo Giovanardi.

Le attività della Caritas correggese, ieri e oggi

Prima ancora che il Vescovo disponesse la creazione delle Caritas parrocchiali, a Correggio già dal 1989, su iniziativa di Brino Villa assieme ad altri storici volontari della prima ora, si realizzava la raccolta di materiali di scarto da riciclare al fine di reperire fondi per le attività solidaristiche. Nel 2007 il Comune mise a disposizione dell’Associazione due box (nell’area dove ora è presente l’isola ecologica di Via Pio La Torre) dove i volontari, coordinati da Ermes Lusetti e dallo stesso Villa, raccoglievano filati dismessi dai maglifici, abiti e mobili usati da donare ai bisognosi o rivendere per investirne il ricavato in beneficenza. I volontari si recavano di persona anche nelle aziende per raccogliere i fondi che contribuirono all’acquisto (in data 30 gennaio 2001) di un capannone in Via f.lli Cervi, nel quale raggruppare i donativi.

Negli anni 1993/1994 il monastero delle Suore Clarisse Cappuccine di Correggio aveva concesso alla Confraternita San Vincenzo (altra organizzazione caritativa) un locale in cui confluivano gli indumenti che, opportunamente selezionati da Renza Martinelli ed altre volontarie, venivano consegnati in gran parte alla Casa della Carità di Fosdondo, ma anche ai richiedenti in difficoltà economica, assieme a “qualche alimento”. Da qui si sentì la necessità di una distribuzione di generi alimentari e vestiari più pianificata, così ci si spostò nell’oratorio di san Rocco (via Circondaria 23/A, stabile di proprietà del Comune di Correggio, concesso in comodato d’uso gratuito). Man mano che il sistema si adeguava all’occorrenza, in san Rocco rimase solo l’assegnazione alimentare, mentre quella dell’abbigliamento si bipartì in due locali: uno, per la vendita, presso la Divina Provvidenza, gestito da un gruppo di volontarie coordinato da Enzo Bolognesi (che dal 2008 continuò l’opera delle signore Ermelinda Munari e Maria Gualdi, le quali avevano avviato le raccolte tessili anche da aziende del settore), l’altro presso la canonica di Maria Mediatrice, riservato solamente alla distribuzione gratuita. In seguito alla pandemia, i locali e le attività di cessione vestiario sono stati riuniti in quest’ultimo ambiente.

Altra iniziativa degna di nota è stata “Casa Agnese” (in un alloggio di proprietà della Fondazione Lugli, concesso in comodato d’uso gratuito), che faceva parte del progetto “Maria di Magdala” della Caritas Diocesana. Operativa dal 2015, Casa Agnese ha voluto essere un luogo di accoglienza al femminile, in cui offrire soggiorno temporaneo a donne sole o con figli piccoli, vittime di maltrattamento fisico, psichico e di violenze di ogni genere. Era seguita da una comunità di volontarie (coordinate da Maria Grazia Ferrari) formate alla scuola di una psicoterapeuta, le quali, concordemente coi servizi sociali dei Comuni di Correggio e Reggio Emilia, accompagnavano queste donne nel loro cammino di reintegrazione nella vita pubblica e sociale, con percorsi personalizzati di accoglienza e spiritualità, ricerca di lavoro e inserimento in comunità. L’esperienza si è chiusa nel 2019: l’alloggio è servito, in seguito, per ospitare una famiglia profuga.

In quegli stessi anni è stata portata avanti una preziosissima esperienza di Accoglienza Invernale presso locali di proprietà delle parrocchie, che ha consentito a diverse persone senza dimora non solamente un ristoro dal freddo, ma anche una viva accoglienza offerta da tanti volontari che si sono alternati, dormendo e condividendo i pasti assieme alle persone ospitate per tutti i mesi invernali. Tale esperienza è stata di grande giovamento per tutte le persone che vi hanno partecipato, a partire dagli stessi volontari.

Il percorso per ottenere l’assegnazione gratuita delle donazioni caritative

In base a quali presupposti viene riconosciuto uno stato di indigenza personale o familiare che dia diritto ad accedere ai benefici Caritas? Il primo passo è rivolgersi al Centro d’Ascolto Madre Teresa (in Via Mazzini 44, sede di proprietà della Fondazione Bellelli – Contarelli, concessa in comodato d’uso gratuito), fin da subito coordinato dalla volontaria Luciana Brevini. Vi possono accedere tutte le persone o famiglie in difficoltà economica, residenti nei Comuni di Correggio, San Martino in Rio e Rio Saliceto. Dopo una verifica della reale indigenza dei richiedenti, anche tramite i Servizi Sociali, vengono predisposti piccoli aiuti economici per utenze, farmaci ed altro, quindi si programma un piccolo progetto di assistenza che comprende aiuti con buoni e pacchi alimentari. Per gli alimenti ci si rivolge alla sede di San Rocco dove vengono raccolte le derrate alimentari da dispensare, che in massima parte provengono dai rifornimenti mensili del Banco Alimentare (fondazione che raccoglie gli aiuti UE e gli esuberi delle industrie alimentari) con sede a Parma. Mensilmente viene assicurata una fornitura di alimenti confezionati per circa trentacinque quintali. A questo si aggiungono le quattro collette annuali presso i supermercati Conad e Coop, da cui entrano altri cinquantadue quintali di cibo per la distribuzione; a settembre, in concomitanza con l’apertura della scuola, la colletta raduna materiale scolastico da donare agli scolari bisognosi.

In seguito alla Convenzione con il Comune “Re Mida Food”, gli alimenti invenduti e in scadenza del supermercato Conad vengono recuperati, alla chiusura serale, dai volontari che prontamente li portano sia al domicilio delle famiglie bisognose, sia presso la sede di san Rocco per la distribuzione. Si parla di altri cinquanta quintali di alimenti serviti. Questo tipo di attività viene svolto anche alla Coop tramite i volontari della Cooperativa l’Ovile e Movimento Aiuto alla Vita e, in misura minore, al Penny Market. In più si aggiungono aziende agricole o agro-industriali, che periodicamente dispensano donazioni alimentari di loro produzione, tra cui la ditta Veroni di Correggio (che dona notevoli quantità di salumi, ridistribuiti in parte anche alla Caritas diocesana e ad altre realtà benefiche del territorio), Uova Righi, e altre. La distribuzione gratuita alimentare si compie il sabato mattina, a chiamata per gruppi. Questo servizio viene seguito da oltre trenta volontari, coordinati da Maria Talami, in collegamento col Centro d’ascolto. Inoltre la Caritas ha aderito all’iniziativa patrocinata da
McDonald’s, “Sempre aperti a donare”, che si è svolta nei mesi di gennaio e febbraio 2023, in cui il team del negozio della catena, appena aperto a Correggio, preparava settanta pasti caldi a settimana, che i volontari Caritas recapitavano al domicilio delle famiglie bisognose.

Per la distribuzione del vestiario si accede alla canonica della chiesa di Maria Mediatrice (via Leonardo da Vinci 36, concessa in comodato d’uso gratuito dalla Parrocchia di San Quirino in Correggio), dove è attivo un servizio di cessione di abbigliamento (uomo, donna, bambino), scarpe, articoli di casa e cucina. La merce donata dalla popolazione viene raccolta in una stanza magazzino dove gruppi di volontarie selezionano i capi, che verranno ceduti a prezzi irrisori. La sede è aperta il sabato dalle 10 alle 12, il lunedì e il mercoledì dalle 15 alle 17. Questo mercatino del riuso è accessibile a tutti: si rivolge sia ad una clientela che abbia a cuore i temi della sostenibilità ambientale e dell’etica del riutilizzo, nell’ambito di una logica di salvezza del pianeta, sia a una clientela che, tramite i proventi ricavati, voglia contribuire alla realizzazione delle iniziative di solidarietà sociale.

L’organizzazione della Caritas correggese

Nell’organizzazione ONLUS Caritas non esiste personale retribuito. Attualmente il numero degli associati è di centoquindici. La Caritas correggese collabora stabilmente con altre realtà caritative del territorio, in particolare con il Movimento per la Vita e con la San Vincenzo di Rio Saliceto, la cui attività è integrata con Caritas, nonché con la Caritas diocesana.

A pro delle opere caritative, l’Associazione introita i proventi derivanti dalle attività interne, dalle offerte della popolazione, dalla provvista del 5 per mille, da contributi degli enti pubblici, ecc. Le entrate dell’Associazione vengono per la maggior parte destinate per l’aiuto agli indigenti, sotto forma di pagamento bollette, rette scolastiche, farmaci, buoni spesa: nel 2022 tali spese sono ammontate a circa 24.000 euro. Non ci sono aiuti sotto forma di alloggio, trattandosi di una gestione che richiede adeguate professionalità non alla portata di un’associazione di volontari.

Entro il mese di aprile viene redatto il Rendiconto dell’anno precedente, discusso e approvato nell’Assemblea degli associati. I dati riportati non riguardano solamente fondi, beni, pacchi e altro distribuiti a chi bussa ai centri Caritas, ma, soprattutto, manifestano lo spirito evangelico che alimenta la Caritas, cioè il mettersi accanto ad un prossimo bisognoso che vive vicino e in mezzo a noi.

*  Il Direttivo della Caritas è l’autore collettivo di questo articolo redatto da Fabrizia Amaini che ne fa parte.

 

Statuto della Caritas correggese

(approvato il 27 giugno 2019)

“L’Associazione opera senza fini di lucro e persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale attraverso lo svolgimento di attività di interesse generale, ai sensi dell’art. 5 del D. Lgs 3 luglio 2017 n. 117, avvalendosi in modo prevalente delle prestazioni dei volontari associati per portare, secondo il precetto evangelico, aiuto concreto, anche di ordine morale e non solo materiale, e senza discriminazioni ai bisognosi, agli indigenti e alle persone svantaggiate.

In particolare l’Associazione si propone di:
1) svolgere attività di beneficenza, distribuire gratuitamente alimenti e altri generi di prima necessità, erogare denaro, beni e servizi a sostegno di indigenti e di persone svantaggiate;
2) attivare progetti di accoglienza residenziale per donne e famiglie in difficoltà;
3) svolgere attività di interesse sociale, che favoriscano la socializzazione, il contrasto alla povertà educativa, la pratica del riuso dei beni e la prevenzione degli sprechi, la diffusione della cultura, della solidarietà, della giustizia e della legalità;
4) realizzare attività per la cooperazione allo sviluppo.

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