A scuola dal professor Eraldo Affinati

Una magica serata con il finalista del Premio Strega 2016

Serata gremita di insegnanti, educatori e persone interessate al mondo della scuola quella di lunedì 6 febbraio alla Sala Recordati di Palazzo dei Principi a Correggio, per ascoltare lo scrittore Eraldo Affinati, che di cose da dire ne aveva parecchie.

Insegnante di lettere in un istituto tecnico di Roma, ha chiesto negli anni Novanta di essere trasferito alla Città dei Ragazzi di Roma, nello stupore del Provveditore agli Studi, incredulo di fronte alla richiesta di una sede da cui tutti cercavano di scappare.
I suoi alunni, infatti, sono ragazzi difficili, senza una famiglia, messi all’angolo dalla società, migranti minori non accompagnati la cui vita non si differenzia da quella del padre di Eraldo, orfano della seconda guerra mondiale. Affinati ha spiegato che il suo diventare scrittore è strettamente legato alla sua biografia e al vissuto di educatore che può ferirsi, ma non è disposto a delegare la responsabilità della parola. L’autore ha citato numerosi episodi dei viaggi che ha intrapreso insieme ai suoi alunni per tornare ai luoghi di origine della migrazione (Khaliq, che ora fa i cappuccini migliori di Roma, ha ritrovato sua madre e la fidanzata lasciate in Gambia).
Affinati ha anche ricordato il viaggio in Marocco, raccontato nel libro La città dei Ragazzi, dedicato alla figura di suo padre.

Con la moglie Anna Luce Lenzi, Affinati ha aperto dal 2008 in tutta la penisola una ventina di scuole Penny Wirton, in cui volontari insegnano ai migranti la lingua italiana in un rapporto uno a uno, senza chiedere nulla in cambio, nemmeno un’iscrizione. «Nella crisi etica di oggi, la risposta», ha detto Affinati, «è l’esempio, la pratica del gesto gratuito che non può che generare altro bene».
Su tutto prevale l’insegnamento che gli ha trasmesso la nonna, quando da bambino gli ha spiegato come fosse l’Inferno: «È un posto in cui devi raccogliere le cartacce da terra e metterle in una scatola senza fondo che non si riempie mai.
Ma non temere, se nella vita ti comporterai allo stesso modo con gli esseri umani, andrai in Paradiso».

Mentre la serata proseguiva nella magia delle parole di Affinati, alle sue spalle scorrevano immagini delle scuole Penny Wirton, della famiglia che Khaliq ha creato in Italia, di don Lorenzo Milani con i suoi ragazzi di Barbiana e le copertine dei libri che hanno accompagnato la sua carriera di scrittore: Elogio del ripetente, Vita di vita, La città dei ragazzi e L’uomo del futuro, finalista al premio Strega 2016.
E a proposito del premio, Affinati ha confessato che sperava in un piazzamento al solo scopo di riuscire a trovare una sede per la Penny Wirton di Roma, dopo che aveva ricevuto una raffica di rifiuti da parte di parroci e istituzioni amministrative locali.

L’energia di quest’uomo così carismatico continua a partorire idee e progetti, l’ultimo dei quali è il desiderio di aprire scuole Penny Wirton grazie alla collaborazione con studenti italiani impegnati nell’alternanza scuola lavoro, istituita come obbligo dalla Buona Scuola.
Considerato il numero e la varietà di scuole secondarie di secondo grado presenti a Correggio, Affinati ne ha auspicato la nascita anche nella nostra Città.
Chi vuole raccogliere il testimone?

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