A casa con i bambini per essere sereni e creativi

Consigli per mamme e papà in tempo di Coronavirus

Elisa Guerra è una pedagogista di Correggio che lavora per il coordinamento pedagogico del distretto ceramico di Sassuolo. É coautrice del libro “Il dolore dell’infanzia. Educare alle emozioni difficili” ed è formatrice nei servizi per l’infanzia sui temi della socializzazione e delle competenze emotive. A lei abbiamo chiesto alcuni consigli su come le famiglie con figli piccoli possano comportarsi al meglio in questa situazione.

«Purtroppo l’educazione non è fatta di ricette preconfezionate, ma di buoni pensieri che, trasformandosi in parole e gesti, possono aiutare a vivere situazioni difficili come questa in esperienze importanti, significative. In queste settimane in cui l’incertezza e l’ansia regnano sovrane, come adulti dovremmo provare a mantenere un clima quanto più sereno in casa, senza lasciarci sopraffare dalla preoccupazione o dal timore. I bambini ci guardano, ci ascoltano, anche quando non sembra o non ce ne accorgiamo. É importante per questo cercare di moderare i toni e affrontare la situazione con tranquillità.
Per riuscire in questo, è fondamentale non lasciare i bambini soli di fronte a telegiornali, social network o media di vario genere, per impedire l’esposizione a immagini o servizi troppo aggressivi e allarmanti. I bambini tenderebbero, probabilmente, ad introiettare solo un senso di grande timore e ansia, senza comprendere i messaggi e le informazioni che vengono trasmessi e la loro portata. Attenzione però, questo non significa far finta che non stia accadendo nulla. Da lunedì 24 febbraio la vita di questi bambini è palesemente cambiata e non possiamo negarlo.

Evitiamo di usare paroloni o spiegazioni da manuale. Piuttosto accogliamo le loro paure e i loro timori, le loro domande e le loro curiosità, come ad esempio: Perché la scuola è chiusa? Che cos’è il Coronavirus? Perché non si può andare in piscina/palestra/ etc.? Cerchiamo di rispondere loro con dolcezza e sincerità, tranquillizzandoli, ma senza mentire, spiegando con parole semplici qual è la situazione attuale e cosa possiamo fare nel
nostro piccolo».

Quali suggerimenti invece per organizzare le giornate a casa da scuola?
«Cercherei di rispettare e mantenere invariati, per quanto possibile, i ritmi e le routines a cui sono abituati i bambini durante la normale frequenza scolastica (sveglia, pasti, riposo), così da non scombussolarli ulteriormente e far vivere loro queste giornate nel modo più sereno possibile.
Queste settimane possono essere anche l’occasione per lasciare ampio spazio al gioco che è, per definizione, il “lavoro dei bambini”! Da soli, con fratelli e sorelle, con nonni o genitori, purché sia gioco ovvero attività libera, fuori da schemi, dove vige un’unica regola: la fantasia! Spesso sottovalutato, compresso, relegato agli spazi vuoti tra uno sport e un corso, sottomesso a competenze di vario genere che attraverso esso si desiderano sviluppare, il gioco, quello vero, offre possibilità infinite al bambino: inventare storie; creare luoghi fantastici, sul divano di casa o sotto uno stendino; contrattare ruoli e possibili evoluzioni col compagno di avventure; tutte competenze fondamentali (empatia, collaborazione, pensiero divergente, spirito di iniziativa, problem solving, gestione del conflitto) ma troppo spesso messe in secondo piano. E accanto al gioco, la noia, questa sconosciuta! Non temiamola, noi per primi, e aiutiamo i bambini ad apprezzarne la presenza. Nei momenti di pausa, di sosta, diamo tempo al pensiero di emergere aiutandoci a comprendere meglio quello che è stato prima e darci nuove idee sul dopo».

E i compiti?
«Certo non possono mancare ma, anche in questo caso, con una buona dose di elasticità e flessibilità! Non tutte le giornate sono uguali e non tutti i giochi possono essere interrotti! È ovviamente importantissimo dare continuità agli sforzi fatti dai bambini fino a qui e accompagnarli a proseguire nei loro percorsi di crescita e studi: in questo senso l’alleanza scuola-famiglia costruita in precedenza, unita alla tecnologia, ci aiuta tanto. Conforta i bimbi sentire che il filo invisibile che ci tiene legati durante i week end o le vacanze non si è spezzato, ma rimane forte anche in questa situazione. Ma la scuola, l’educazione in senso ampio, sono molto di più delle semplici discipline, e questo tempo lento ci può dare la possibilità di andare oltre quest’idea. Assumersi dei compiti quotidiani per contribuire alla gestione della casa (apparecchiare, fare i letti, tenere in ordine la propria camera, …), prendersi qualche piccola responsabilità commisurata all’età dei nostri figli (dar da mangiare al cane/gatto/tartaruga, innaffiare le piantine o aver cura del semenzaio, …), sono occasioni importanti che non possono mancare nei percorsi di crescita dei nostri bambini, perché aiutandoli ad aver cura degli altri e del contesto che li circonda coltiviamo con loro e in loro germogli di cittadinanza».

Due parole conclusive?
«Trasformate questi giorni di “pausa” in opportunità per stare con i vostri bambini e per dedicare loro tempo di qualità e cura».

Guido Pelliciardi

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