A che gioco giochiamo?

«Facciamo il mestiere più bello del mondo».
Ad affermarlo sono il nostro compaesano Luca Cattini ed il campagnolese Massimo Bianchini.
Il solo sentirlo dire, anima di sensazioni positive e di una frizzante curiosità.
Quando ci capita di pensare ad una bella occupazione, ad un lavoro che oltre a permetterci di portare a casa la pagnotta sia anche piacevole… guarda a caso… è sempre un’attività che svolgono altri!

Cosa fanno?
Ah, ma allora come me non avevate letto nemmeno voi lo scorso articolo che Primo Piano aveva dedicato alla casa editrice Asterion tempo fa!
Editano giochi da tavolo.
Ma anche da spiaggia, come Dobble che puoi portare sempre con te.
Per famiglie, passatempi che educano al tempo insieme.
Alcuni giochi non ne abbisognano nemmeno, li vedi ed intuisci le regole.

A Correggio, nella zona industriale confinante col comune sammartinese, hanno sede i loro uffici, discretamente privi di insegne.
Perché chi li cerca si attrezza per trovarli.

È andata a far loro visita anche la casa editrice Asmodee, non prima di aver proposto una collocazione per una sede milanese: non soltanto ai nostri due interlocutori non è passato per la mente di sradicarsi da Correggio, ma la casa editrice, preso coscienza del nostro territorio così ben servito dalle infrastrutture e centralizzato rispetto alla rete di distribuzione, si è ricreduta sulla propria iniziale proposta.

Asmodee ha colto una passione così genuinamente coltivata nello spirito di Luca e Massimo che non soltanto ha deciso di acquisire Asterion, ma ha intrapreso un percorso di collaborazione stilando un piano di cinque anni, fornendo i mezzi per continuare a crescere ed affermarsi. Anche se può già ritenercisi, cresciuta ed affermata, se guarda il proprio fatturato dello scorso anno, che ammonta a  1.816.000,00 e lo confronta con quello di quattro prima di 160.000,00.
«Questo entusiasmo non lo vedevamo da trent’anni» è l’apprezzamento ricevuto da Asterion da parte di Asmodee.

I due soci ritengono che il loro settore sia esplorato per un decimo rispetto agli spazi e volumi di sviluppo e che l’attuale tendenza delle famiglie al risparmio sia una situazione favorevole alla loro attività.

Sono concreti nell’esporre e al termine “editori” -che potrebbero vestire pregevolmente- preferiscono “distributori” tanto che per farmi capire terra terra in cosa constano le rispettive attività, mi dicono che Massimo sceglie e Luca vende. Sceglie i progetti, li traduce, li adatta, li italianizza.

Hanno anche sviluppato un progetto in toto, si chiama Hyperborea.
Sì perché hanno anche le competenze per gettare le basi e portare a compimento proprie ideazioni.
Ne sono ragionevolmente orgogliosi e concordano nel dire che è stato il loro primo ed unico progetto vergine.
D’altronde, l’aspettativa è ciò che caratterizza le prime volte: ciò che ci insegnano le rende speciali.

Il loro fiore all’occhiello, Dixit, ha vinto il premio in Germania per maggior numero di copie vendute.

E delle magiche scatoline di latta spensieratamente colorate e tascabili, Dobble, se ne sono vendute 21.870 nel 2014 e nell’anno in corso si prevede che ne vengano richieste 50.000.

Le fanno conoscere, assieme a tutti gli altri articoli, alle fiere, come a quella di Napoli di fine aprile che ha visto un’affluenza di pubblico di sessantamila persone.
Girano l’Italia per far conoscere i propri prodotti che vengono venduti direttamente durante le fiere commerciali, ma per acquistarli direttamente bisogna attivarsi, e scoprire in quali negozi sono commercializzati.
Proprio come ci diamo da fare quando ci mettiamo in testa di ottenere il nostro oggetto del desiderio.

Non vi è venuta voglia di giocare?

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