L’arte della riparazione

Enzo Rabitti, a 96 anni, aggiusta orologi

Si dice che il bene più prezioso sia il tempo. Soprattutto oggi, nell’epoca in cui tutto è mutevole, rapidissimo, in cui chi si ferma è perduto.

Avere poco tempo significa anche lasciare indietro ciò che è imperfetto, ciò che si potrebbe riparare solo a costo di impegno e pazienza. Esattamente il contrario di ciò che fa Enzo Rabitti, inossidabile artigiano correggese che dagli anni ’50 conduce una rinominata attività di orologiaio e ottico. Un mestiere che richiede dedizione, disciplina, tutte qualità che questo signore mi trasmette mentre mi illustra i diversi macchinari che si trovano sul retro del negozio.

Tutto è cominciato, come spesso accade nelle storie di provincia, dalla fame e dalla voglia di riscatto; figlio di un muratore, Enzo ha cominciato molto presto a contribuire al bilancio familiare lavorando presso il deposito di biciclette di Primo Davoli. Dopo questa prima esperienza, è passato all’officina Fiat (la mitica Cuccolini), dove è rimasto per 28 anni. La sua intraprendenza, però, l’ha portato a cominciare ad occuparsi anche di ottica, compiendo riparazioni di occhiali per l’ottico correggese Munari. La sua passione per l’orologeria l’ha invece sviluppata durante il servizio militare. Poi la svolta: la decisione di cominciare a frequentare un corso e prendere il “patentino”, per poter esercitare la professione di ottico con tutti i crismi. E allora, pur continuando a lavorare in officina, con la pioggia e il sole si prendeva la macchina e si andava a Milano, a fare la teoria all’Ospedale Niguarda e la pratica al Galilei.

Finito questo momento di apprendistato (e il signor Enzo sottolinea che lui sapeva usare le mani, a differenza di tanti altri frequentanti del corso, che venivano magari da famiglie agiate e con attività avviate) venne dunque il momento di aprire il proprio laboratorio di ottica, che venne installato all’interno della sua stessa casa, a Fazzano.

Solamente nel 1990 il negozio si spostò dove si trova adesso, in via Giovannetti all’Espansione sud, dove ancora oggi resiste da quasi trent’anni, nonostante intorno a lui si siano succedute diverse attività. La bottega è portata avanti non solo dal signor Enzo, che continua imperterrito con la sua presenza nonostante abbia raggiunto la bella età di 96 anni. Al suo fianco ci sono la moglie Maria e una delle figlie, Carla, a sua volta ottico.

Con il suo camice ordinato ripara tutte quelle piccole storture che solo le sue mani sapienti possono raddrizzare, che sia l’asta di un paio di occhiali o il meccanismo di un orologio. Negli anni ha visto cambiare il suo mestiere, in molti modi. Mi racconta dei diversi materiali che si sono susseguiti nella produzione di occhiali e, con un po’ di malinconia, degli orologi che spesso vengono comprati online ma che sono fatti di materiali scadenti. Il suo discorso torna però sempre a un concetto che è quasi filosofico, quello della riparazione. Mi dice che “io faccio un mestiere che nessuno vuole fare”, ma me lo dice con orgoglio, scherzando sulla sua passione per le cose piccole, anche difficili da risistemare.

Francesca Amadei

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