Al staga bein, benvenuto in tabaccheria

La rivendita più antica di Correggio: dai Fujèta ai Catellani

Chiunque passi per il centro di Correggio sa che al numero 15 di Corso Mazzini può trovare qualcosa di più di una tabaccheria. Un “piccolo centro servizi” per il centro storico, così definisce il suo esercizio commerciale Carlo Catellani. E infatti, oltre ai tipici prodotti di tabaccheria, si possono trovare servizi postali, cioccolata e vino. I tre fratelli che gestiscono il negozio sono anche a disposizione per consigliare degustazioni e proporre abbinamenti culinari. Ma, soprattutto, entrando in questo locale si trovano una cordialità e una cortesia che danno il senso di casa.

Questo calore casalingo proviene da lontano: la rivendita n° 1 non è solo forse il negozio più antico di Correggio, ma può vantare una gestione che è sempre stata di tipo famigliare: prima gli Scaltriti per circa un secolo, poi i Catellani negli ultimi cinquant’anni. Giuseppe Scaltriti, discendente degli iniziatori di tale attività, custodisce infatti un “registro dei beni e dei monopoli” del negozio datato 1880. Probabilmente però il negozio apparteneva alla famiglia fin dal 1866, quando Giuseppe, l’omonimo bisnonno del mio interlocutore, tornò dalla battaglia di Bezzecca, una delle scaramucce che passarono alla storia come Terza Guerra d’Indipendenza. In quella battaglia andarono volontari un manipolo di una ventina di giovani di Correggio, Campagnola e San Martino in Rio. Dei quattro fratelli Scaltriti (Giuseppe, Gaetano, Pietro e Paolo) coinvolti in questa battaglia ne tornarono solo tre, e, forse, per compensare questa perdita, venne data alla famiglia la rivendita.

Altre fonti, invece, datano l’inizio dell’attività vent’anni più indietro, nel 1846. Quale che sia la data d’inaugurazione della prima rivendita del paese, le sue radici affondano lontano nelle vicende della famiglia Scaltriti, che aveva adibito a rivendita tutta l’ala est dell’isolato che oggi affaccia su corso Mazzini, via Bernieri e piazza Garibaldi: osteria, posteria (l’antico nome della tabaccheria), forno (il cui grano era proveniente da un mulino di proprietà), vinatteria, pastaio. Se Giuseppe è il depositario dei documenti ottocenteschi, è la sorella Laura che ci racconta di più sul ‘900.

Il capostipite Giuseppe muore presto e a sovrintendere a tutte le attività, ciascuna delle quali è gestita da un figlio diverso, è la vedova Giovannina Boselli (detta Bugianèina), fino alla sua morte negli anni ’40. Mentre alcuni fratelli si allontanano da Correggio (chi a Vigevano, chi a Reggio, chi in America e in Francia) e il numero delle attività commerciali si riduce, la tabaccheria rimane al figlio più giovane, Dante, e poi a suo figlio Carlo, per tutti i correggesi “Carlino”, che sviluppa a fianco della vendita di generi di monopolio la vendita di vini di pregio. Generi di monopolio, appunto, e non solo tabacchi, perché in “privativa” i correggesi dovevano recarsi a prendere oltre a sigari e sigarette (allora venduti sfusi), anche sale per uso di cucina e per la lavorazione del maiale (un pozzo di marmo lo conteneva in mezzo al negozio), carte da gioco, cambiali, francobolli, carta bollata e addirittura il chinino. Probabilmente era la bottega più frequentata della città e non chiudeva mai, né domeniche, né feste comandate e nemmeno a ora di pranzo.

A Correggio rimane certo ancora qualcuno che ricorda al scutmai della famiglia: Fuièta, soprannome che probabilmente faceva si riferiva al contenitore di vetro da 200 cc. in cui nella vecchia osteria veniva servito il vino agli avventori, contenitore rigorosamente timbrato a secco per garantire l’onestà dell’oste. E qualcun altro ricorderà Carlino perennemente intento a leggere mentre imbustava le sigarette e dava il resto senza sollevare lo sguardo.

Nel 1973 la rivendita n° 1 passa a Giuseppe Catellani e sua moglie Angela. Da allora, tanto l’attività quanto la famiglia Catellani si sono espanse.
Degli otto figli oggi sono in tre ad essersi suddivisi i compiti nella gestione del negozio. La prima è Carla, che oggi si occupa di packaging e cioccolata. Nel 2007 entrano a far parte dell’impresa anche Carlo, che si occupa di distillati, vini, tabacchi da pipa, pipe, e Camillo, che si occupa di bollette, servizi postali, sigarette elettroniche e giochi.
Una volta raggiunta la pensione, Giuseppe Catellani e sua moglie hanno lasciato l’attività ai tre gli: un passaggio spontaneo, nel nome della tradizione, che ha trasmesso interamente la disponibilità, la cortesia e l’eccellenza dei servizi offerti.

Incontrando Carlo, è un piacere sentirlo spiegare come abbia ricevuto da suo padre la cura per i più piccoli dettagli del suo lavoro, dal modo di appoggiare il pacchetto sul bancone, al modo di accogliere o salutare il cliente: “Al stàga bein”, lo diceva Giuseppe e lo dice anche Carlo. «Anche il semplice “benvenuti in tabaccheria” è importante, perché se no la tabaccheria è un negozio che corre il rischio di diventare un posto freddo, anonimo, un take away, dove entro prendo e vado. Oggi c’è più fretta, il cliente vuole essere servito più velocemente rispetto al passato, ma è importante che in quel poco tempo nel mio negozio senta un luogo caldo, accogliente».

«Io penso che il commerciante oggi abbia una funzione sociale» continua Carlo «occorre mantenere una curiosità positiva nei confronti del cliente, tenendo conto di fare il proprio mestiere volentieri, con passione e con quella umanità che non può passare attraverso una macchina o un distributore».
E questo clima amichevole nasce anche dall’essere una famiglia. I pro e i contro della conduzione famigliare che descrive Carlo sono che “non si contano le ore“ (la tabaccheria Catellani & Bacco e Tabacco è aperta tutti i giorni feriali dalle 6.30 alle 13.30, e al pomeriggio dalle 15.00 alle 20.30, e anche la domenica mattina), ma c’è la possibilità di lavorare con le persone della tua famiglia e c’è la massima sinergia.

«Finché ci sarà passione rimarremo un punto di riferimento a Correggio, nel bene come nel male… perché siamo un po’ la casa del vizio, eh!» sorride. Poi aggiunge «Una vita senza vizi è come la pastasciutta senza sale. L’unica cosa da evitare è l’estremo, sta a noi l’autodeterminazione. Mi è capitato di consigliare come avviare una riduzione del vizio del fumo, per esempio. Nella società di oggi dove purtroppo i valori della famiglia sono un po’ calati, delle volte si ascoltano di più i consigli di un esterno». E allora anche la voce calda e conosciuta del rivenditore di fiducia può fare la differenza.

Matteo De Benedittis

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